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La formazione sicurezza continua online: i prossimi corsi

Nella difficile situazione di emergenza sanitaria legata al Covid-19 e nel pieno rispetto delle misure restrittive nazionali, Contec AQS offre la possibilità di seguire online i tradizionali corsi di formazione per la sicurezza sul lavoro.

Emergenza COVID 19: formazione sicurezza online

CORSI INTERAZIENDALI IN VIDEOCONFERENZA

programmati per le prossime settimane sono:

 

CORSO RLS COMPLETO – 4, 5, 11, 12, 18, 19, 25, 26 giugno 2020

32 ore

 

corso formazione generale pere la sicurezza dei lavoratori

CORSO FORMAZIONE GENERALE DEI LAVORATORI – 8 giugno 2020

4 ore

 

CORSO FORMAZIONE DIRIGENTI – 9, 10, 16, 17 giugno 2020

16 ore

 

CORSO AGGIORNAMENTO DIRIGENTI – 15 giugno 2020

6 ore

 

CORSO FORMAZIONE PREPOSTI – 18 giugno 2020

8 ore

 

CORSO AGGIORNAMENTO PREPOSTI – 22 giugno 2020

6 ore

 

CORSO AGGIORNAMENTO RLS FINO A 50 DIPENDENTI – 23 giugno 2020

4 ore

 

CORSO AGGIORNAMENTO RLS PER AZIENDE OLTRE 50 DIPENDENTI – 24 giugno 2020

8 ore

 

DPI corso aggiornamento lavoratori

CORSO AGGIORNAMENTO FORMAZIONE LAVORATORI – 2 luglio 2020

6 ore

 


 

Per informazioni scrivere a formazione@contecaqs.it

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Eventi e COVID-19: quali possibili scenari di convivenza?

evento in fiera

Questa emergenza sanitaria influisce sull’intera economia mondiale, in particolare nei settori dove il distanziamento sociale è una delle prescrizioni più difficili da rispettare.

Eventi, manifestazioni, spettacoli nascono per soddisfare il bisogno di creare relazioni attraverso un contatto “diretto” (face to face) con pubblico, dealers, consumatori o semplici spettatori.

Come tutti sappiamo, per ragioni di sicurezza/emergenza, Olimpiadi, grandi eventi sportivi, concerti, manifestazioni, fiere, feste, convegni, conferenze sono state bloccate, annullate o nel migliore dei casi posticipate a data da destinarsi.

Inoltre il distanziamento sociale, indicato dall’OMS come maggior sistema anti-contagio, è difficilmente attuabile per questo specifico settore; così come l’utilizzo dei corretti Dispositivi di Protezione Individuale e va da sé che il main objective di un evento perde il proprio valore e significato.

Di conseguenza il mondo degli eventi dovrà essere reinventato per reinnescare il sistema per una graduale e totale ripartenza.

 

Quali scenari si possono ipotizzare?

 

L’alta diffusione dei convegni on-line, “webinar“, sta rispondendo positivamente alle esigenze di una porzione del settore eventi. E’ possibile effettuare convegni, conferenze e riunioni attraverso queste interessanti modalità con risvolti positivi dal punto di vista ambientale, dei consumi e delle spese di trasporto. Ma questa è una soluzione che soddisfa solo una piccola parte del sistema.

Considerando lo smart working, i webinar, l’avanzare della tecnologia 5G e l’identificazione degli eventi come luogo di aggregazione e quindi di maggior probabilità di contagio, si avvierà un nuovo sviluppo di eventi con un probabile spostamento in luoghi più ampi o all’aperto.
Si dovranno riorganizzare gli spazi, i percorsi, gli accessi, valutando soluzioni che fino ad oggi ci sembravano impensabili e gli eventi stessi potranno subire stravolgimenti nella loro essenza.

Si svilupperanno nuove dinamiche e proposte, che daranno seguito a nuove e forse bizzarre proposte:

  • la creazione di percorsi a senso unico, con ingresso e uscita separati può essere una delle soluzioni per il distanziamento sociale nelle aree di accesso
  • il monitoraggio del numero di persone
  • il controllo della temperatura
  • la pulizia e igienizzazione delle superfici; ad esempio “la coda” per accedere ad un concerto – o qualsiasi altra manifestazione – potrebbe e dovrebbe divenire parte stessa dell’evento o addirittura una parte imprescindibile dello stesso, lavorando sul percorso fisico e spaziale ma allo stesso tempo emozionale e sensoriale per il raggiungimento dell’apice della manifestazione (d’altro canto, per citare Gotthold Ephraim Lessing: “L’attesa del piacere è essa stessa il piacere”.).
  • la ventilazione forzata per il ricircolo dell’aria all’interno dei locali è uno dei fattori che permetteranno agli organizzatori di svolgere il proprio evento con maggiore sicurezza.

 

Uno dei temi affrontati dal nuovo Presidente Confindustria, Carlo Bonomi, è quello di snellire i processi burocratici italiani, per permettere alle aziende di velocizzare gli iter autorizzativi per la messa in sicurezza delle loro aree. Si chiede alle amministrazioni comunali di concedere spazi allargati, come plateatici e le aree antistanti i locali pubblici, per riorganizzare in modo flessibile gli spazi per un’eventuale rapida conversione della destinazione d’uso.
Ora è il momento di mettere in campo tutte le nostre idee…

l’obiettivo è quello di creare un’innovativa opportunità da una grande criticità.

Inoltre, l’assenza di linee guida per il mondo degli eventi tende a destabilizzare gli esperti del settore. Infatti, come spesso accade, un vincolo normativo o un’imposizione strutturale tende a divenire stimolo di ideazione e creatività; la speranza è che al più presto questa scintilla possa ritornare ad accendersi.

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Fonte: Staff Contec AQS


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Formazione tecnica in webinar

Formazione tecnica a distanza

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Partecipa al percorso formativo proposto da Contec AQS relativo alla sicurezza in azienda:

  • Docenti esperti
  • Formazione tecnica su argomenti mirati
  • Interazione e scambio di esperienze aziendali
  • Materiale didattico a disposizione

Se non hai seguito i precedenti puoi trovarli nella pagina eventi e scriverci per avere accesso alle registrazioni.

 

Ecco i prossimi appuntamenti:


26 maggio 2020
Dalle ore 10.30 alle ore 12.00

Ufficio acquisti al tempo del Coronavirus

Fase 2: si ricomincia a lavorare. Sì, ma come? Cosa chiedo al fornitore? Saprà consigliarmi?

Molte sono le domande che in questo periodo si trovano ad affrontare i responsabili uffici acquisti di molte aziende. Questo webinar vuole dare una serie di risponde a quesiti come:

  • Quali DPI sono idonei per mansione o livello di rischio, quanto durano(tempo e attività) e che scorte devo prevedere? come si puliscono? quanto durano?
  • Facciamo chiarezza sui DPI per le vie respiratorie di cui si è detto tutto e di tutto: analisi di report focalizzato sui dpi respiratori;
  • Ottimo acquisto, ora serve formazione per il corretto uso dei DPI;
  • Se li compro in Italia o in Europa o in Paesi extraeuropei di cosa devo preoccuparmi per farmi consegnare dei DPI validi sul nostro territorio?
  • la marcatura CE è sufficiente sulla confezione del DPI o serve che sia fatta direttamente sul prodotto?
  • come distingo la marcatura CE dalla marcatura China Export(CE)?

Docente: Marco Squaranti – Senior Consultant –  Contec AQS

COSTO: 20 € + IVA

Iscrizione


27 maggio 2020
Dalle ore 10.30 alle ore 12.00

 

Infortunio_Covid19_webinar_ContecAQS

Contagio da Covid 19 in azienda: infortunio sul lavoro ai sensi del D.L. 18/2020

I rischi penali e sanzionatori per l’imprenditore e le possibili strategie

 

L’equiparazione del contagio da Coronavirus sul lavoro all’infortunio, ad opera del D.L. 17 marzo 2020 n.18, rende tutt’altro che remota l’ipotesi accusatoria e di reato a carico del Datore di Lavoro. 

Per neutralizzare l’eventuale addebito a titolo di responsabilità a seguito della contrazione dell’infezione da Covid 19 in ambiente di lavoro, le imprese e le società che ne sono prive potrebbero dotarsi del modello di organizzazione, gestione e controllo di cui al D.Lgs. 231/2001, mentre quello che lo hanno già implementato dovrebbero provvedere al puntuale aggiornamento dello stesso.

 

Docente: Avv. Stefano Bruno – Studio Legale BRB – Vice presidente Associazione DPEI

Iscrizione gratuita


4 giugno 2020
Dalle ore 10.00 alle ore 12.00

La gestione operativa dei rifiuti in azienda ai tempi del Covid 19

Le variazioni del contesto nel rispetto della cogenza

Alla luce delle variazioni del contesto aziendale ai tempi del Covid 19, acquisire gli strumenti operativi per una gestione conforme alla parte IV del D.Lgs. 152/2006 e alla norma UNI EN ISO 14001:2015 delle fasi di identificazione, raccolta, raggruppamento temporaneo e smaltimento/recupero di tutti i rifiuti speciali ed assimilabili agli urbani prodotti dall’azienda e dalle ditte terze che operano all’interno dell’azienda stessa è sempre più importante.

  • Come identificare il nuovo contesto?
  • Come fare la raccolta in modo corretto?
  • Quali indicazioni procedurali dobbiamo prevedere per le ditte terze che operano presso la nostra azienda?
  • Come mantenere la conformità alla UNI EN ISO 14001 ?

Docente: Ing. Erica Pizzolato – Senior Consultant – Contec AQS

Iscrizione gratuita


DESTINATARI

Responsabili ed Addetti del Servizio Prevenzione e Protezione (RSPP e ASPP), Preposti alla sicurezza sul lavoro, HSE Manager, Datori di Lavoro, Dirigenti della sicurezza, Operatori della logistica, Responsabili di magazzino.

 

ISCRIZIONI

La partecipazione ai corsi è limitata ad un numero massimo di partecipanti per assicurare il corretto svolgimento dei corsi e permettere una migliore interazione tra gli utenti collegati.

Per procedere a registrazione seguire i link di ciascun webinar.

 

CONTATTI

Enrico Urbani

+39 345 060 7423

enrico.urbani@contecaqs.it

Livia Manfredini

+39 345 922 4353

livia.manfredini@contecaqs.it

Photo Credits: katemangostar via Freepik

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Autorizzazioni Ambientali per la GDO: cosa è cambiato durante la pandemia

Autorizzazioni Ambientali per la GDO: cosa è cambiato durante la pandemiaQuali sono oggi i parametri da monitorare e i procedimenti da rispettare per un corretto risk management ambientale nel settore della Grande Distribuzione Organizzata (GDO) e della Logistica? L’emergenza sanitaria ha comportato variazioni?

 

Il periodo di quarantena ha inciso in maniera significativa sulle abitudini dei consumatori che si sono rivolti all’eCommerce, all’home delivery e soprattutto alla Grande Distribuzione, uno dei settori che non ha interrotto la propria attività.

In questo contesto straordinario, gli operatori hanno aumentato l’impegno di garantire gli approvvigionamenti costanti e assicurare il rispetto delle norme igienico sanitarie lungo tutta la filiera, secondo protocolli integrativi sviluppati per rispondere alle esigenze del momento.

I parametri ambientali e di sicurezza – previsti in fase autorizzativa – non possono essere messi in secondo piano.


Iter autorizzativo per la Grande Distribuzione Organizzata


L’amministrazione Comunale è l’autorità competente – secondo il D.Lgs. 114/1998 – al rilascio dell’autorizzazione per l’apertura, il trasferimento di sede e l’ampliamento della superficie delle strutture di vendita al dettaglio e della grande distribuzione organizzata.

La valutazione delle domande per apertura o modifica Grandi Strutture di Vendita si concentra su diversi aspetti tra cui la valutazione integrata di impatto e la compatibilità con il quadro ambientale di riferimento.


Attività soggette ad autorizzazione per la GDO


Il sistema di grande distribuzione si struttura generalmente in una Sede Centrale, Direzioni locali, Punti Vendita e Piattaforme logistiche. Specialmente queste ultime sono quelle più coinvolte nella richiesta di autorizzazioni circa la:

  • gestione di acque meteoriche dilavanti i parcheggi;
  • recapito in fognatura di acque di processo;
  • gestione di rifiuti (prevalentemente imballaggi terziari).

Com’è cambiata la gestione durante la crisi sanitaria


In questo periodo di quarantena la corretta gestione dei rifiuti è un tema particolarmente delicato, considerando l’aumento di rifiuti speciali legati all’utilizzo massiccio da parte degli operatori di DPI – guanti, mascherine – e prodotti per l’igiene e per la sanificazione di oggetti, superfici e ambienti.

A questo si aggiungono i grandi quantitativi di rifiuti da imballaggi in cartone, plastica o legno, spesso di secondo e terzo tipo (codici numero 150101, 150102, 150103 del C.E.R. – Catalogo Europeo dei Rifiuti) da gestire sia nei punti vendita che nelle piattaforme logistiche.

Nello specifico, le piattaforme logistiche spesso fungono da punti di raccolta di tali rifiuti: in alcuni casi superando le tempistiche e i quantitativi consentiti per un deposito temporaneo può configurarsi la necessità di una “messa in riserva”.

La Messa in riserva – attività di recupero di rifiuti, identificata dal codice R13 (Allegato C alla Parte VI del D.Lgs. 152/2006 e s.m.i.) – deve essere autorizzata mediante invio di una comunicazione preventiva all’ente preposto, così come previsto dall’Art. 216 – Operazioni di recupero del D.Lgs. 152/2006 e s.m.i.

Compatibilmente con le tempistiche di deposito temporaneo, nell’area in cui si trovano questi rifiuti (anche pericolosi) – se soggetta nel frattempo ad agenti atmosferici – si può assistere a fenomeni dilavamento di sostanze pericolose o pregiudizievoli per l’ambiente. I reflui così generati di norma per poter essere scaricati devono essere trattati e soggetti ad un’Autorizzazione Ambientale.

Il DL “Cura Italia” 17/03/2020 n. 18 ha introdotto alcune proroghe alle scadenze degli adempimenti relativi a comunicazioni su rifiuti e ad alcune tipologie di autorizzazioni.

 


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Quali sono oggi i parametri da monitorare e i procedimenti da rispettare per un corretto risk management ambientale nel settore della Grande Distribuzione Organizzata (GDO) e della Logistica?...

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Coronavirus e infortuni sul lavoro: chiarimenti dalla Circolare INAIL

Covid-19 e infortunio sul lavoro chiarimenti INAIL

La responsabilità del datore di lavoro in caso di contagio sul posto di lavoro è al centro della Circolare n. 22 del 20 maggio 2020 dell’INAIL.

Tutela infortunistica nei casi accertati di infezione da coronavirus (SARS- CoV-2) in occasione di lavoro. Decreto-legge 17 marzo 2020, n. 18 “Misure di potenziamento del Servizio sanitario nazionale e di sostegno economico per famiglie, lavoratori e imprese connesse all’emergenza epidemiologica da COVID-19” – Articolo 42 comma 2, convertito dalla legge 24 aprile 2020, n. 27. Chiarimenti

Il documento conferma che l’astensione dal lavoro a causa del contagio da COVID-19 sia riconosciuta quale infortunio assicurato dall’INAIL e che non determini alcun presupposto per individuare una responsabilità civile o penale ai danni dell’azienda.

Gli oneri degli eventi infortunistici del contagio non incidono sull’oscillazione del tasso medio per andamento infortunistico, ma sono posti carico della gestione assicurativa nel suo complesso, non comportando maggiori oneri per le imprese.

La ragionevole probabilità è il giudizio su cui si fonda il riconoscimento dell’origine professionale del contagio, ma non c’è correlazione diretta con la valutazione in ordine alla imputabilità di eventuali comportamenti omissivi in capo al datore di lavoro che possano essere stati causa del contagio.

L’impossibilità di pretendere negli ambienti di lavoro il rischio zero contribuisce a sottolineare l’indipendenza logico-giuridica del profilo assicurativo da quello degli accertamenti giudiziari.

 

Fonte: INAIL


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La responsabilità del datore di lavoro in caso di contagio sul posto di lavoro è al centro della Circolare n. 22 del 20 maggio 2020 dell'INAIL. Tutela infortunistica nei casi accertati d...

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Revocato Bando Isi Inail 2019: i fondi trasferiti alla Sicurezza Anti-contagio

Bando ISI INAIL 2019

Tra le numerose misure di sostegno alle imprese previste all’interno del Decreto Rilanciodl n. 34 2020 – sono previste disposizioni sui fondi nelle Casse dell’INAIL per il Bando ISI 2019 e per altri progetti di sicurezza per il 2020.

403 milioni di euro saranno destinati a finanziamenti a fondo perduto per coprire le spese sostenute dalle aziende per rispettare i nuovi obblighi in tema sicurezza anti-contagio da Coronavirus imposti dall’Istituto Superiore di Sanità e dalle linee guida INAIL.

L’art. 95 del Decreto Rilancio dl n. 34 2020 di fatto revoca il Bando ISI INAIL 2019, spostando la gestione della procedura straordinaria ad INVITALIA, l’Agenzia nazionale per l’attrazione degli investimenti e lo sviluppo d’impresa.

Le spese coperte dal finanziamento riguardano:

  • apparecchiature e attrezzature per l’isolamento o il distanziamento dei lavoratori, compresi i relativi costi di installazione;
  • dispositivi elettronici e sensoristica per il distanziamento dei lavoratori;
  • apparecchiature per l’isolamento o il distanziamento dei lavoratori rispetto agli utenti esterni e rispetto agli addetti di aziende terze fornitrici di beni e servizi;
  • dispositivi per la sanificazione dei luoghi di lavoro;
  • sistemi e strumentazione per il controllo degli accessi nei luoghi di lavoro (ad esempio i rilevatori di temperatura corporea)
  • dispositivi ed altri strumenti di protezione individuale.

Tutti i dispositivi dovranno essere certificati secondo le normative vigenti in materia.

Sono previsti contributi massimi di:

  • 15mila euro per le imprese fino a 9 dipendenti,
  • 50mila euro per quelle da 10 a 50 dipendenti,
  • 100mila euro per le aziende con oltre 50 addetti.

Fonte: INAILGazzetta Ufficiale


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INL: vigilanza e verifiche misure anti-contagio dopo la riapertura dei cantieri edili

INL_vigilanza_cantiere_misure_covid

Per la ripresa dell’attività nei cantieri – consentita dal DPCM 26 aprile 2020 – è obbligatorio il rispetto delle disposizioni inserite all’interno di due strumenti diffusi per prevenire i contagi e rafforzare la tutela nei cantieri: il Protocollo condiviso di regolamentazione delle misure per il contrasto e il contenimento della diffusione del virus Covid-19 negli ambienti di lavoroconsulta qui – fra il Governo e le Parti sociali e il Protocollo condiviso di regolamentazione delle misure per il contenimento della diffusione del virus Covid-19 nei cantiericonsulta qui.

La Circolare 13 maggio 2020, n. 156 consulta qui – diffusa dall’Ispettorato Nazionale del Lavoro fornisce indicazioni per le verifiche e la vigilanza nel settore edile riguardo al rispetto delle misure previste nei Protocolli.

Nel documento si fa riferimento a:

  • programmazione ispettiva
  • attività di informazione, prevenzione e promozione della sicurezza e della legalità nei luoghi di lavoro
  • programmazione degli accessi ai cantieri
  • DPI obbligatori per lo svolgimento di attività in cui è oggettivamente impossibile mantenere le distanze personali
  • Obblighi del datore di lavoro e del lavoratore e sanzioni in caso di violazione

Fonte: INLCircolare 13 maggio 2020, n. 156

 


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Covid-19 e protezione dei dati personali: le FAQ sulla privacy nel contesto lavorativo

Garante Privacy FAQ trattamento dati personali

Il Garante Privacy ha pubblicato sul proprio sito istituzionale alcune FAQ per sciogliere i dubbi e fornire indicazioni di carattere generale per garantire il corretto trattamento dei dati personali nel contesto di emergenza Coronavirus in vari ambiti: sanità, lavoro, scuola, ricerca, enti locali.

Una sezione specifica è dedicata al Trattamento dei dati nel contesto lavorativo pubblico e privato nell’ambito dell’emergenza sanitaria

Le domande raccolte in questa sezione sono:

  1. Il datore di lavoro può rilevare la temperatura corporea del personale dipendente o di utenti, fornitori, visitatori e clienti all’ingresso della propria sede?

  2. L’amministrazione o l’impresa possono richiedere ai propri dipendenti di rendere informazioni, anche mediante un’autodichiarazione, in merito all’eventuale esposizione al contagio da COVID 19 quale condizione per l’accesso alla sede di lavoro?

  3. È possibile pubblicare sul sito istituzionale i contatti dei funzionari competenti per consentire al pubblico di prenotare servizi, prestazioni o appuntamenti presso le amministrazioni nella attuale emergenza epidemiologica?

  4. Quali trattamenti di dati personali sul luogo di lavoro coinvolgono il medico competente?

  5. Il datore di lavoro può comunicare al Rappresentante dei lavoratori per la sicurezza l’identità dei dipendenti contagiati?

  6. Può essere resa nota l’identità del dipendente affetto da Covid-19 agli altri lavoratori da parte del datore di lavoro?

  7. Il datore di lavoro può richiedere l’effettuazione di test sierologici ai propri dipendenti?

Leggi qui le risposte

 

Fonte: Garante Privacy

 


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Il Garante Privacy ha pubblicato sul proprio sito istituzionale alcune FAQ per sciogliere i dubbi e fornire indicazioni di carattere generale per garantire il corretto trattamento dei dati ...

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I risultati di ESENER 2019: disturbi muscoloscheletrici e rischi psicosociali i più segnalati

OSHA risultati indagine ESENER 2019

Sono stati pubblicati da EU-OSHA i principali emersi dall’indagine europea fra le imprese sui rischi nuovi ed emergenti (ESENER): tra i principali fattori di rischio segnalati dai responsabili nei luoghi di lavoro europei ci sono i disturbi muscoloscheletrici e i rischi psicosociali.

L’indagine ha coinvolto oltre 45 000 aziende in 33 paesi, interrogate sulla gestione dei diversi ambiti della sicurezza e della salute sul lavoro (SSL).

Le problematiche più segnalate sono:

  • Movimenti ripetitivi delle mani o delle braccia (riferiti nel 65 % dei luoghi di lavoro nell’UE a 27 nel 2020)
  • Posizioni da seduto prolungate (una nuova sezione dell’indagine, segnalata dal 61 % degli intervistati)
  • Interazione con clienti, pazienti, alunni, ecc. difficili (59 %)

Andando ad approfondire come le aziende affrontano questi rischi, emergono segnali preoccupanti sull’adozione di misure per prevenirli, ridotte rispetto al 2014 – anno dell’indagine precedente.

Un altro aspetto negativo è la mancata segnalazione di fattori di rischio, specialmente nelle aziende di piccole dimensioni. La mancanza di consapevolezza sui rischi è la prima causa o la resistenza al confronto sulle problematiche sono i primi ostacoli all’implementazione e diffusione di misure preventive.

I risultati di ESENER 2019 mettono in luce come spesso mancanza di tempo o di personale impediscano una corretta gestione della SSL.

Una sezione specifica dell’indagine affronta la questione della digitalizzazione e delle relative conseguenze sulla salute e sicurezza.

Nei luoghi di lavoro in cui viene utilizzata la tecnologia digitale (94% del totale) solo per meno di ¼ è stato preso in esame il potenziale impatto di tali tecnologie sulla sicurezza e sulla salute dei loro lavoratori.

L’introduzione di tecnologie digitali, si evidenzia, ha conseguenze su diversi aspetti:

  • necessità di formazione continua per mantenere aggiornate le competenze – per esempio nell’utilizzo di robot;
  • mantenimento di posizioni da seduto prolungate;
  • esigenza di maggiore flessibilità per i dipendenti in termini di luogo e orario di lavoro

I vantaggi degli sviluppi tecnologici non devono mettere però da parte la tutela dei dipendenti. L’importanza di questo tema ha portato a inserire la digitalizzazione come oggetto della campagna Ambienti di lavoro sani e sicuri 2023.

ESENER 2019 è sicuramente un utile strumento a disposizione anche delle autorità legislative per avere una fotografia sulla consapevolezza dei rischi e della gestione della SSL nei luoghi di lavoro europei e monitorare gli sviluppi nel tempo, rispetto alle precedenti rilevazioni (ESENER 2014).

 

Fonte: EU-OSHA


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L’Amianto, questo sconosciuto: Che fare?

Spesso si sente parlare di “Amianto, killer silenzioso” oppure “Amianto fibra killer che uccide otto italiani al giorno” o anche “L’Amianto uccide “….ma che cos’è l’amianto? E’ veramente pericoloso?Rischio amianto

 

Fibra sottilissima, molto resistente meccanicamente e al calore, fu usata su larga scala sin dagli inizi del ‘900 in Italia nei più svariati settori (se ne stima l’impiego in non meno di 3000 prodotti commercialidai controsoffitti e coperture dei capannoni delle fabbriche alle piastrelle dei pavimenti, agli intonaci, camini, tubazioni, serbatoi e parapetti degli edifici, dai rivestimenti delle tubazioni che trasportano fluidi caldi alle guarnizioni di caldaie, forni e motoridai rivestimenti dei pilastri d’acciaio e dell’interno scafo dei mezzi navali a quelli delle carrozze ferroviariedai guanti e presine da forno ai teli da stiro delle massaie, dagli innumerevoli prodotti cosmetici per signore ai giochi per bambini e così via), visto che ne avevamo in abbondanza e che le sue proprietà chimico – fisiche ne garantivano molteplici durevoli utilizzi. 

Il prodotto più conosciuto era denominato “ETERNIT .  

Il mondo scientifico ne conosceva l’estrema pericolosità sin dagli albori del suo impiego. La fibra sottilissima supera le nostre difese naturali e, come il pericolosissimo CoVid  19, si annida negli alveoli polmonari provocando, con il tempo, una morte atroce. Ma solamente dopo che lo IARC ( l’Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro) l’aveva inserito tra i prodotti certamente cancerogeni per l’uomo (Gruppo I) nel nostro paese ne furono vietati l’importazione, la lavorazione, la commercializzazione e l’impiego solo a partire dal 28 aprile 1993! 

Che cosa deve fare quindi un avveduto datore di lavoro per tutelare la salute propria e dei propri dipendenti da questo pericolo ma, soprattutto, per evitare potenziali future richieste di risarcimento danni conseguenti anche ad incriminazioni penali? 

Poiché l’art. 17 del Dec.to Leg.vo 81\2008 sancisce l’obbligo della “ ..valutazione di tutti i rischi con la conseguente elaborazione del documento previsto dall’art. 28 ( cd. DVR – Documento di valutazione dei rischi) dovrà innanzi tutto provvedere ad individuare una figura, dotata di significativa esperienza in materia di amianto,  in grado di poter individuare e mappare  all’interno dei siti della sua azienda tutti i materiali potenzialmente contenenti amianto.

Una prima indagine potrà essere condotta visivamente, per poi passare nell’immediato a tecniche di verifica via via più sofisticate, con prelievi di campioni ed analisi specialistiche di laboratorio ed ambientali, anche per stabilire l’eventuale stato di degrado dei materiali sospetti ed il grado di inquinamento in atto negli ambienti di lavoro. 

Al termine di un complesso di attività di ricerca e studio, lo specialista provvederà a redigere il documento obbligatorio di valutazione rischio amiantoche farà parte integrante del DVR. 

In questo modo il Datore di lavoro sarà indirizzato verso le più opportune azioni di tutela della salute delle proprie maestranze:

  • con l’individuazione e la nomina di un responsabile amianto per la propria azienda, adeguatamente preparato
  • con l’adozione di idonee azioni mirate di contenimento o bonifica del rischio
  • con l’adozione di opportuni DPI, azioni formative, informative  e cautele operative rivolte tanto ai propri dipendenti quanto a tutti coloro che, a qualsiasi titolo, opereranno all’interno della propria azienda con il rischio di venire a contatto con questo pericoloso materiale. 

Vedremo successivamente quali possono essere le azioni che lo specialista in materia di amianto dovrà mettere in campo per eseguire una corretta diagnosi sui siti presi in esame . 

Fonte:  Ing. Roberto De Nard – Senior Consultant Contec AQS


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