Sistemi di gestione - Contec AQS

Sistemi di gestione

Formazione Sicurezza in Interporto Bologna: Contec AQS è il partner tecnico

Interporto Bologna spa in collaborazione con CONTEC AQS promuove il Progetto Insieme+ Formazione per la salute e sicurezza nei luoghi di lavoro

 

Interporto Bologna, piattaforma logistica innovativa globale attiva da oltre 40 anni, è uno degli Hub più importanti d’Europa. Collocato in una posizione strategica per il traffico delle merci, la struttura si estende su una superficie di oltre 4 milioni di mq, di cui 665.000 mq destinati a facility ferroviarie/intermodali e 600.000  mq dedicati a magazzini.

Interporto Bologna, grazie ad esperienza e capacità di visione e innovazione, ha creato una vera e propria comunità di imprese, offrendo servizi ad alto valore aggiunto correlati ai principi alla base del proprio operato: sicurezza, qualità, information technology, ricerca e sviluppo e sostenibilità.

Insieme+ Formazione è il più recente progetto dedicato alle oltre 120 aziende insediate, nelle quali operano più di 4.000 persone. Attraverso Insieme+ Formazione Interporto Bologna supporta le imprese nell’adempimento degli obblighi formativi relativi alla sicurezza, sia presso le proprie strutture che presso gli stessi clienti.

Contec AQS, grazie alle competenze tecnico-formative e all’esperienza del proprio staff, è stata scelta da Interporto Bologna come partner tecnico per lo sviluppo del progetto Insieme+ Formazione.

I nostri docenti Contec AQS sono tecnici professionisti della Salute e Sicurezza, quotidianamente impegnati sul campo e con una forte esperienza nelle attività di  formazione, oltre che in possesso delle qualifiche richieste dalla normativa.


I prossimi corsi interaziendali:

 

Corso di aggiornamento antincendio rischio medio

 

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Bando ISI INAIL 2019 per gli investimenti sulla salute e sicurezza dei lavoratori

Bando ISI INAIL 2019

Il Bando ISI INAIL 2019, quest’anno alla decima edizione, stanzia oltre 250 milioni di euro per investimenti sulla salute e sicurezza dei lavoratori in azienda

 

Inail ha pubblicato il nuovo Bando ISI INAIL 2019, iniziativa annuale con cui incentiva le aziende ad investire in progetti e attività orientati a migliorare la tutela dei lavoratori in materia di salute e sicurezza.

Dal 2010 ad oggi sono stati riconosciuti finanziamenti per la realizzazione di quasi 32mila progetti, con un impegno di risorse complessivo pari a 2,5 miliardi di euro.


Calendario scadenze Bando Isi 2019

16 aprile 2020 | Apertura della procedura informatica per la compilazione della domanda

29 maggio 2020 | Chiusura della procedura informatica per la compilazione della domanda

5 giugno 2020 | Acquisizione codice identificativo per l’inoltro online

5 giugno 2020 | Comunicazione relativa alle date di inoltro online


 

Quali aziende possono presentare domanda di partecipazione?

I finanziamenti sono destinati a imprese, anche individuali, che hanno sede nel territorio nazionale e sono iscritte alla Camera di commercio industria, artigianato ed agricoltura. Sono ammessi anche gli enti del terzo settore, secondo specifiche condizioni indicate nella documentazione.

 

Quali progetti sono finanziati?

I finanziamenti sono distinti in cinque assi che identificano diverse tipologie di progetto:

ASSE1: investimento e progetti per l’adozione di modelli organizzativi e di responsabilità sociale

Risorse disponibili: 96.226.450 €

 

ASSE2: riduzione del rischio da movimentazione manuale di carichi (MMC)

Risorse disponibili: 45.000.000 €

 

ASSE3: bonifica da materiali contenenti amianto

Risorse disponibili: 60.000.000 €

 

ASSE4: micro e piccole imprese operanti in specifici settori di attività

Risorse disponibili: 10.000.000 €

 

ASSE5: micro e piccole imprese operanti nel settore della produzione agricola primaria

Risorse disponibili: 40.000.000€

 

BANDO ISI 2019 TOTALE RISORSE SU 5 ASSI DI FINANZIAMENTO 251.226.450 EURO

 

Quali importi?

Il valore del finanziamento in conto capitale per gli assi di finanziamento 1-2-3-4 è pari al 65% della spesa:

  • Asse 1-2-3 massimo erogabile di 130.000,00 Euro ed un finanziamento minimo ammissibile pari a 5.000,00 Euro
  • Asse 4 fino al massimo erogabile di 50.000,00 Euro ed un finanziamento minimo ammissibile pari a 2.000,00 Euro

L’asse 5 copre il 40% o il 50% delle spese a seconda che riguardi la generalità delle imprese agricole o i giovani agricoltori. Il finanziamento massimo erogabile è pari a Euro 60.000,00; il finanziamento minimo è pari a Euro 1.000,00.

Il valore dell’agevolazione è calcolato sull’importo delle spese ammissibili al netto dell’IVA.

 

Come partecipare

La partecipazione prevede la presentazione della domanda in modalità telematica e la successiva conferma secondo indicazioni presenti negli avvisi regionali/provinciali.

 

Calendario scadenze Bando Isi 2019

  • 16 aprile 2020 | Apertura della procedura informatica per la compilazione della domanda
  • 29 maggio 2020 | Chiusura della procedura informatica per la compilazione della domanda
  • 5 giugno 2020 | Acquisizione codice identificativo per l’inoltro online
  • 5 giugno 2020 | Comunicazione relativa alle date di inoltro online

 

Fonte: INAIL

 


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Partecipa alla consultazione pubblica in tema salute e sicurezza

consultazione pubblica in tema salute e sicurezza

 

Il Ministero del Lavoro ha lanciato una consultazione pubblica in materia di prevenzione e tutela della salute e sicurezza nei luoghi di lavoro per raccogliere i contributi e idee concrete su un tema fondamentale per il Paese

 

Il sito del Ministero del Lavoro e delle politiche sociali ha aperto sul proprio sito web una consultazione pubblica in materia di sicurezza e salute dei luoghi di lavoro.

Il Ministro Nunzia Catalfo ha ribadito quanto la sicurezza sul lavoro sia un tema prioritario dell’attuale Governo, evidenziando che saranno messe in campo forze maggiori a supporto delle attività di vigilanza, della formazione e della prevenzione.

La consultazione pubblica, in questo senso, rappresenta una possibilità di partecipazione per tutti gli stakeholder interessati a contribuire con le proprie conoscenze e competenze al miglioramento della normativa in materia.

La consultazione è aperta fino al 31 gennaio 2020 e raccoglie nuove idee, approfondimenti e riflessioni sulla cornice normativa attuale e proposte per il futuro, per fornire risposte concrete alle problematiche su sicurezza e salute dei luoghi di lavoro rivolte a tutte le categorie di lavoratori.

Per partecipare alla consultazione è necessario registrarsi e accedere nell’area riservata sul sito del Ministero Lavoro e politiche sociali

Fonte: Ministero Lavoro e politiche sociali


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Delega di funzioni in ambito Salute e Sicurezza sul lavoro: come funziona?

Delega funzioni sicurezza lavoro

In caso di Delega di funzioni è fondamentale assicurare il corretto trasferimento di obblighi e funzioni per garantire un efficace sistema della tutela della salute e sicurezza nei luoghi di lavoro

 

Il Testo Unico per la salute e sicurezza nei luoghi di lavoro – D.Lgs81/08 –  ha introdotto formalmente la possibilità del datore di lavoro di delegare gli obblighi, posti a suo carico dalla normativa antinfortunistica, e le relative responsabilità.

Attraverso lo strumento della delega il datore di lavoro trasferisce poteri organizzativi e gestionali con l’obiettivo di assicurare una migliore attuazione degli specifici obblighi di legge e garantire la tutela della salute e sicurezza dei lavoratori dell’unità produttiva di riferimento.

La posizione di datore di lavoro non può essere delegata integralmente, ma tra i diversi obblighi ne sono stati individuati due non delegabili:

  • la Nomina del Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione
  • la Valutazione dei Rischi dell’unità produttiva

L’art. 16 D. Lgs. 81/2008 inoltre indica precisi requisiti formali e sostanziali affinché la delega di funzioni sia valida ai fini del trasferimento delle responsabilità.

Continua a leggere scaricando il nostro approfondimento.


Scarica l’approfondimento tecnico:

Lo strumento della Delega di funzioni in ambito Salute e Sicurezza sul lavoro


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Premio“Imprese per la sicurezza”: la tutela dei lavoratori è anche un valore competitivo

 

A Roma l’evento conclusivo della sesta edizione del Premio “Imprese per la sicurezza”, promosso da Inail e Confindustria per valorizzare i progetti migliori in materia di prevenzione

 

Inail e Confindustria hanno consegnato i riconoscimenti alle aziende finaliste della sesta edizione del premio “Imprese per la sicurezza”, promosso insieme all’ Associazione premio qualità Italia e Accredia per dare visibilità a buone pratiche ed esempi virtuosi delle aziende che hanno scelto di investire in sicurezza.

Con oltre 192 iscrizioni raccolte, 65 aziende sono state ammesse alla stesura dell’application e, di queste, 14 sono state sottoposte a un approfondito processo di valutazione.

Il Comitato di premiazione – composto da rappresentanti del mondo imprenditoriale, istituzionale e accademico – ha scelto infine scelto i vincitori.

Ad aggiudicarsi l’Award è stata:

Eni Mediterranea Idrocarburi SpA, che gestisce le attività di estrazione e produzione di idrocarburi sul territorio siciliano.

I cinque Prize sono stati assegnati a:

Caterpillar Prodotti Stradali Srl, che produce un’ampia gamma di attrezzature per la costruzione e manutenzione stradale;

Iguzzini Illuminazione Spa, che produce sistemi di illuminazione architetturale intelligenti per interni ed esterni;

Impresa Percassi Spa, che opera nel segmento dell’edilizia civile privata, nella progettazione e realizzazione e nei restauri;

Sapa Spa, che si occupa dello stampaggio di componenti in plastica per il settore automotive;

Società Italiana per l’Oleodotto Transalpino (Siot) Spa, che si occupa di ricezione e trasporto di liquidi petroliferi mediante condotte.


Guarda il video


Con questa iniziativa Inail e Confindustria riconoscono il valore delle imprese che si impegnano concretamente per la sicurezza sul lavoro, diffondondendo quei progetti più significativi che possono rappresentare modello e obiettivo cui rivolgersi.

La diffusione della cultura di impresa, in ottica di miglioramento continuo dei livelli di tutela della salute e della sicurezza, vede nella formazione e informazione per la prevenzione degli strumenti di azione indispendabili.

Fonte: Inail


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Nuove prospettive: l’HSE Manager come promotore della Sostenibilità Integrata

Il ruolo dell’HSE manager è in fase di grande trasformazione per uscire dal limbo della compliance e mettere a frutto il grande potenziale che questa figura professionale possiede per lo sviluppo dell’impresa, in linea con le esigenze dei tempi e dei mercati

 

Dalla recente esperienza d’incontrare i responsabili sicurezza e ambiente delle maggiori imprese italiane, dall’auto alla siderurgia, dalle multiutility alle costruzioni, ho riportato due considerazioni fondamentali:

📌  Molti HSE manager sono consapevoli che per approfittare dei vantaggi offerti da una strategia globale di sostenibilità, ed evitare di aggiungere semplicemente costi al proprio bilancio, l’impresa deve superare definitivamente il vecchio paradigma Corporate Social Responsibility che vede la sostenibilità come un argomento di “spin” per il marketing e la comunicazione

📌  La figura dell’HSE manager si trova di fronte a un’opportunità straordinaria di ridefinire completamente il proprio ruolo, mettendo a frutto appieno un ventaglio di competenze e un punto di vista sui processi aziendali di rara profondità


Il vantaggio della strategia globale di sostenibilità non è solo nella comunicazione


Recentemente ho preso parte ad un evento dedicato agli HSE manager dove, presentando alla platea una serie di casi studio (Tra cui il caso del progetto UNIDO – FKL – SAFECHEM ),  ho evidenziato come il vero contenuto delle strategie e pratiche di sostenibilità alla performance aziendale è la capacità di generare innovazioni radicali di processo, prodotto/servizio e modello di business, o Catena del Valore.

Nei casi presentati, la caratteristica comune è che i vantaggi sia economici che ambientali e sociali prescindono dall’essere o meno comunicati al pubblico. Essi si realizzano nell’efficienza produttiva e nell’uso delle risorse, nell’eliminazione di rischi ambientali e di sicurezza, nella migliore soddisfazione dei bisogni degli stakeholders, nella motivazione e nel coinvolgimento del personale, nella produttività, nell’allineamento tra gli interessi dei soggetti nella Catena del Valore con evidente sinergia negli sforzi e miglioramento dei risultati.

Dopodiché, i vantaggi reputazionali del brand e di marketing sono una conseguenza quasi automatica. Per di più i dati di ricerca più approfonditi confermano che il cliente finale non è realmente disposto a pagare una differenza di prezzo per queste caratteristiche. Perciò l’impresa che scommettesse il payback dei propri investimenti in sostenibilità sulla sola comunicazione e sulla sua capacità di influire positivamente sulle vendite si ritroverebbe ben presto con amare sorprese.

Il feedback da una platea del livello di quella del CPGO (Club Prevenzione Grandi Organizzazioni di AIAS – Associazione Italiana Ambiente e Sicurezza) mi ha ampiamente confermato che a questo livello di competenza il discorso è completamente acquisito.


Le competenze HSE per andare oltre la Compliance


Se le linee guida dei Piani di Sostenibilità devono essere orientate strategicamente, tenere conto dei rischi caratteristici dell’attività e tradursi in buona parte in innovazioni nei processi industriali e di modello organizzativo, poche figure come i responsabili di Ambiente, Sicurezza e Salute hanno una visione altrettanto approfondita di ciò che accade ogni giorno nell’impresa.

Le imprese che oggi costituiscono il gruppo indiscusso dei “frontrunners” della sostenibilità a livello mondiale fondano il proprio successo su innovazioni che hanno come focus gli impatti ambientali, climatici, socio-sanitari e, detto in modo più lato, la compatibilità dell’attività aziendale con la vita.

Chi meglio dell’HSE ha ogni giorno sott’occhio questi elementi? Forse proprio per questo ho potuto constatare nei contatti con molte persone in questo ruolo una grande sensibilità ai temi dello Sviluppo Sostenibile e della Sostenibilità Integrata.

In effetti, credo che sia proprio da questa classe di professionisti che potranno emergere proposte concrete e costruttive per portare la figura del responsabile Ambiente e Sicurezza a nuovi livelli di responsabilità e influenza all’interno delle imprese.

Come muoversi dunque per mettere a frutto questo potenziale? Innanzi tutto l’HSE manager deve voler allargare l’ambito delle proprie responsabilità, premessa fondamentale per aumentare la propria influenza sulle decisioni aziendali: chiaramente chi è contento del compito di assicurare la compliance normativa dell’impresa e non desidera ulteriori preoccupazioni sarà meglio non “svegli il can che dorme”.

Ma un professionista in questo ruolo che voglia salire a un gradino superiore di responsabilità e rilevanza in azienda potrà ben approfondire il tema della Sostenibilità. Per iniziare potrebbe valutare lo stato dell’impresa mediante uno strumento come l’Embedded Sustainability Index® di Exsulting, con un primo self-assessment gratuito su piattaforma web.

A partire da questa analisi, che fornisce già un primo benchmark sul grado in cui l’azienda sta utilizzando la sostenibilità per diminuire i propri Rischi e massimizzare le Opportunità, si potrà poi analizzare in dettaglio i fattori di rischio e valutare le priorità per migliorare le prestazioni.

L’ottica è centrata sui processi e solidamente fondata sui principali standard internazionali, in particolare ISO 31000:2018 per la gestione dei Rischi e ISO 26000:2010 per la Responsabilità Sociale (o Sostenibilità).

Per esperienza, ad eccezione di qualche amministratore delegato con particolare esperienza al piano della fabbrica, l’HSE manager è tra le figure più preparate a rispondere al test dell’Embedded Sustainability Index®, magari con la collaborazione di qualche collega in altri dipartimenti che possa valutare meglio alcuni aspetti finanziari e sulla Catena di Fornitura.

Quando l’azienda, sulla base della valutazione del quadro eseguita in base all’Index, intraprenderà il cammino del miglioramento dei processi e dei prodotti, l’HSE si troverà al centro del cambiamento e potrà a pieno titolo rivestire un ruolo centrale sia nella definizione delle strategie sia nel controllo dei processi al fine del loro miglioramento continuo.

Quale azienda, ben supportate da un processo di consapevolezza sul tema, non vorrebbe mettere a frutto un potenziale di questo genere? Con qualcuna abbiamo già iniziato il cammino in modo proficuo e i risultati sono assai incoraggianti.

La sfida è aperta e il futuro del ruolo dell’HSE manager in azienda è nelle sue mani, come un frutto maturo che aspetta solo di essere colto.

Queste riflessioni sono un’anticipazione di quanto verrà affrontato nel WORKSHOP sulla Sostenibilità integrata il prossimo 13 novembre 2019 – SAFETY DAY CONTEC. Iscriviti qui.

Federico Fioretto –  CEO Exsulting Srl

Federico Fioretto è amministratore delegato di ExSulting, società di advisory sulla Sostenibilità Integrata verso l’Economia Circolare. Lavora a livello internazionale come consulente e formatore nel campo della leadership e della sostenibilità strategica, oltre a tenere conferenze e seminari.


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Infortuni e quasi infortuni sul lavoro: le regole vitali che salvano la vita

 

 

Una campagna di sensibilizzazione presenta le regole vitali da applicare in diversi settori di attività per evitare accadimenti pericolosi che possano degenerare in infortuni o near miss

 

La vita è bella finché va tutto bene è lo slogan dello spot di Suva che accompagna un nuovo progetto di sensibilizzazione sulla salute e sicurezza nei luoghi di lavoro.

Nella sezione del sito dedicata alla campagna Le regole vitali è possibile consultare indicazioni e comportamenti da tenere nei luoghi di lavoro per contrastare situazioni di pericolo.

Le regole sono organizzate per categoria di settore professionale:

  • Cantieri
  • Elettricità
  • Industria e artigianato
  • Trasporto

Ciascun settore riporta sottocategorie, mentre una sezione speciale è dedicata alle lavorazioni che comportano possibile contatto con amianto.

Per esempio, per chi utilizza carrelli elevatori nel settore industria e artigianato sono indicate le seguenti regole:

Guidiamo i carrelli elevatori solo se siamo stati autorizzati

Utilizziamo i carrelli elevatori conformemente alle istruzioni

Guidiamo con prudenza

Utilizziamo vie di circolazione sicure

Mettiamo in sicurezza il carico

Stocchiamo in sicurezza il carico

Controlliamo regolarmente i nostri carrelli elevatori

Non tolleriamo soluzioni improvvisate

Utilizziamo i dispositivi di protezione individuale

Ciascun principio distingue la responsabilità del lavoratore e quella del suo superiore. Scarica la guida qui

La definizione di regole precise nasce con l’obiettivo di prevenire ed evitare comportamenti che possano portare a situazioni pericolose.

 

L’ indagine degli infortuni e mancati infortuni

 

Il near miss è un episodio anomalo e negativo che avrebbe potuto causare un infortunio, malattia professionale o morte ma, solo per circostanze favorevoli e/o casuali, non lo ha prodotto. Si tratta quindi di un evento quindi che ha in sé la potenzialità di produrre un infortunio.

È necessario individuare e affrontare le cause di un accadimento pericoloso attraverso un approccio strutturato, adeguato e tempestivo.

La registrazione, l’indagine e l’analisi degli accadimenti pericolosi nelle aziende viene regolamentata all’interno di procedure specifiche. Tale sistema permette di individuare eventuali carenze in materia di Sicurezza e Salute nei luoghi di lavoro, identificare azioni e regole correttive, preventive e opportunità di miglioramento continuo.

Questa attività vede la stretta collaborazione di diverse figure aziendali: il Responsabile Servizio di Prevenzione e Protezione (RSPP), il Datore di Lavoro (DL) e l’Ufficio Personale.

La raccolta e l’analisi dei dati e degli eventi si serve di strumenti quali schede descrittive e tabelle di elaborazione che intrecciano le informazioni raccolte e offrono un quadro più comprensibile delle situazioni. In questo modo è possibile individuare le cause degli eventi accaduti e definire azioni correttive e preventive da mettere in atto.

Fonte regole e video: SuvaYoutube

Immagine: Freepik


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Infortuni e malattie professionali: aggiornati i dati fino a luglio 2019

infortuni casi mortali relazione annuale inail

Infortuni e malattie professionali: aggiornati i dati fino a luglio 2019

Sono disponibili sul sito Inail gli Open Data Inail sugli infortuni e le malattie professionali registrati all’Istituto nei primi 7 mesi del 2019 (1 gennaio – 31 luglio 2019).

La pubblicazione periodica dei dati contribuisce alla creazione di un quadro sempre più completo sull’andamento degli episodi denunciati, quadro che sarà possibile giudicare con attendibilità piena solo dopo la pubblicazione dei dati dell’intero 2019, come specifica lo stesso Inail. I dati di infortuni con esito mortale, per esempio, sono soggetti all’effetto distorsivo di “punte occasionali” e dei tempi di trattazione delle pratiche.

Per il periodo in esame, i dati permettono comunque di individuare un andamento nel confronto con lo stesso periodo dell’anno precedente.


Infortuni denuciati

I dati raccolti nei primi sette mesi del 2019 riportano  378.671 denunce di infortunio, -0,02% rispetto allo stesso periodo 2018. Sono scesi i casi avvenuti in occasione di lavoro, mentre salgono quelli in itinere, ovvero nel tragitto casa – lavoro, con un + 5,4% da 54.096 a 56.996.

A livello settoriale si registra una lieve riduzione per l’Industria e servizi (-0,4%), mentre crescono l’Agricoltura e il Conto Stato con, rispettivamente, +1,1% e + 1,5%.

Centro e Isole hanno visto aumentare nel periodo le denunce di infortunio:  Sardegna (+3,5%) e Umbria (+3,0%) sono le regioni che hanno visto una crescita più consistente.

Analizzando le classi di età, hanno registrato aumenti le fasce under 30 (+2,4%) e tra i 55 e 69 anni (+3,0%).

Incidenti mortali

Sono 599 le denunce di infortunio con esito mortale registrare al 31 luglio 2019, +2% rispetto allo stesso periodo 2018: crescono gli incidenti in occasione di lavoro (18 in più) e scendono quelli in itinere (6 in meno).

Scendono i casi registrati nell’Industria e servizi, mentre crescono quelli nell’agricoltura.

A livello regionale si evidenziano 16 casi mortali in più, rispetto al 2018, in Puglia e 17 in meno in Veneto.

Analizzando le classi di età, registrano incrementi le fasce 45-54 anni (43 casi in più rispetto al 2018) e 20-34 anni (19 casi in più); scendono le altre, con un decremento più evidente nella fascia 55-69 anni.

Malattie professionali

Crescono del 2,7% , rispetto allo stesso periodo del 2018, le denunce di malattia professionale prese in esame quest’anno.

Tra le patologie denunciate prevalgono, come in precedenza, quelle che colpiscono il sistema osteo-muscolare e del tessuto connettivo, seguite da sistema nervoso (prevalenza per sindrome del tunnel carpale), orecchio, sistema respiratorio e tumori.

Le patologie denunciate sono aumentate solo nell’Industria e servizi, con un +4,3% rispetto ai primi sette mesi del 2019.

Aumentano le denuce al Centro (+3,1%), Sud (+3,7%) e Isole (+9,6%).

Sono 392 le denunce in più per le lavoratrici (+3,9%), e 608 in più per i lavoratori (+2,2%), e in crescita sia tra lavoratori italiani (da 35.101 a 35.860), che  comunitari (da 796 a 885) ed extracomunitari (da 1.603 a 1.756).

Fonte: Inail


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Tasso di prevenzione: Inail introduce il nuovo modello OT23

Le istanze di riduzione del tasso medio di prevenzione per gli interventi migliorativi adottati nel corso del 2019 dovranno essere presentate attraverso il nuovo modello disponibile online sul sito di Inail

Dal mese di agosto è possibile per le aziende accedere al nuovo modello OT23 di Inail, strumento di presentazione all’Istituto delle domande per lo sconto dei premi assicurativi per interventi migliorativi delle condizioni di sicurezza e igiene nei luoghi di lavoro, adottati nel corso del 2019, in aggiunta a quelli previsti dalla normativa vigente in materia.

Gli interventi migliorativi sono divisi in 5 sezioni:

  • interventi di carattere generale (A)
  • interventi di carattere generale ispirati alla responsabilità sociale (B)
  • interventi trasversali (C)
  • interventi settoriali generali (D)
  • interventi settoriali (E)

Ogni intervento ottiene un punteggio; la somma dei punteggi deve essere almeno 100 per accedere alla riduzione del tasso, cumulabili da ciascuna sezione del modulo ad eccezione della (B) che richiede un punteggio di 100 da sola.

Che tipologia di interventi vengono riconosciuti?

Tra le azioni che puntano al miglioramento delle condizioni di sicurezza e igiene nei luoghi di lavoro sono indicate per esempio l’adozione o il mantenimento di sistemi di gestione della sicurezza sul lavoro certificati, le asseverazioni rilasciate da organismi paritetici, i programmi formativi e la segnalazione di quasi infortuni o di mancati incidenti sul lavoro.

Il modello è stato introdotto dall’art. 23 delle Modalità di applicazione delle Tariffe dei premi approvate con Decreto Interministeriale 27 febbraio 2019 e va a sostituire il precedente OT24, che era previsto nel DM 12 dicembre 2000.

Assieme al modulo di domanda Inail ha reso disponibile anche una guida in supporto alla compilazione del documento.

Quali sono le novità di OT23?

Nella sezione (B) per interventi collegati alla Responsabilità sociale di impresa è stata inserita anche l’adozione di prassi per il settore delle costruzioni (Uni/PdR 49:2018) e per le micro e piccole imprese (Uni/PdR 51:2018).

Nella sezione (C) relativa a interventi trasversali, sono state inserite come misure valide per ottenere lo sconto quelle che puntano al reinserimento lavorativo di dipendenti colpiti da disabilità da lavoro, insieme ai servizi di trasporto da casa al lavoro per i lavoratori con orario notturno e alle azioni per contrastare il verificarsi di rapine.

Fonte: Inail


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Asseverazione nel settore delle costruzioni edili: è in vigore la norma UNI 11751-1

Asseverazione norma UNI 11751-1

Le imprese edili che investono sulla prevenzione e sulla sicurezza nei luoghi di lavoro hanno a disposizione uno strumento specifico per comunicare il proprio impegno: l’asseverazione.

L’asseverazione rappresenta una scelta volontaria, prevista dal Testo Unico per la salute e sicurezza nei luoghi di lavoro (Art. 51 D.Lgs. 81/08 e s.m.i), che attesta l’adozione di un modello di organizzazione e gestione della salute e sicurezza sul lavoro.

La prassi di riferimento per la corretta ed efficace applicazione dei modelli di organizzazione e gestione nell’edilizia è stata la UNI/PdR 2:2013, accompagnata ai risultati degli accordi e della collaborazione tra CNCPT (Commissione Nazionale dei Comitati Paritetici Territoriali) e INAIL.

La nuova normativa UNI 11751-1

Dall’11 luglio 2019 è invece entrata in vigore la UNI 11751-1Adozione ed efficace attuazione dei Modelli di Organizzazione e Gestione della salute e sicurezza sul lavoro (MOG-SSL) – Parte 1: Modalità di asseverazione nel settore delle costruzioni edili o di ingegneria civile”, che eleva a standard tecnico riconosciuto quanto già diffuso attraverso le precedenti indicazioni.

La presente norma definisce il processo per lo svolgimento del servizio di asseverazione erogato dagli Organismi Paritetici (OP), assicurando modalità uniformi su tutto il territorio nazionale, che attestano l’adozione e l’efficace attuazione del MOG-SSL delle imprese.


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Per acquistare la norma segui il link alla notizia sul sito UNI

Fonte: UNI

Le imprese edili che investono sulla prevenzione e sulla sicurezza nei luoghi di lavoro hanno a disposizione uno strumento specifico per comunicare il proprio impegno: l’asseverazione. L...

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