Salute e Sicurezza in cantiere - Contec AQS

Salute e Sicurezza in cantiere

SAFETY DAY CONTEC | Nuovi approcci e strumenti per la gestione dei rischi

 


4 WORKSHOP gratuiti con crediti RSPP – ASPP

13 novembre 2019


Torna il Safety Day Contec, la formula di formazione avanzata che unisce le competenze di Contec AQS e Contec Industry.

Nuovi approcci e strumenti per la gestione dei rischi  in un’unica giornata offre:

  • 4 WORKSHOP
  • SOLUZIONI INNOVATIVE
  • CASI PRATICI
  • ANALISI E APPROFONDIMENTI

Sarà possibile effettuare l’iscrizione anche a singoli workshop e non necessariamente all’intera giornata, sulla base di interessi ed esigenze.


CONTENUTI


 

WORKSHOP 1 | 08:30 – 10:30 | 2 crediti aggiornamento RSPP ASPP

Fornitori esterni in azienda e gestione completa della sicurezza tra
opportunità, rischi e conformità legislativa

Case history: un efficace strumento di controllo puntuale delle idoneità

 


 

WORKSHOP 2 | 10:30 – 12:30 | 2 crediti aggiornamento RSPP ASPP

Il ruolo delle Funzioni Ambiente e Sicurezza per la Sostenibilità Integrata

Trasformare in vantaggio competitivo i limiti posti dalla normativa

 


 

WORKSHOP 3 |13:30 – 15:30 | 2 crediti aggiornamento RSPP ASPP

L’innovazione tecnologica a supporto dell’ergonomia nei posti di lavoro

Metodi avanzati per la valutazione dei rischi e utilizzo di sistemi di sollevamento ed esoscheletri
a supporto dei lavoratori

 


 

WORKSHOP 4| 15:30 – 17:30 | 2 crediti aggiornamento RSPP ASPP

Obblighi di manutenzione e verifiche di macchine e attrezzature

Quali sono, Come devono essere fatte, Quando devono essere fatte, Chi deve farle

 


RELATORI


Lorenzo Baraldo 

CONTEC AQS | Direttore Area Tecnica

 

Andrea Marchioro

CONTEC AQS | Consulente tecnico senior

 

Federico Fioretto

EXSULTING | CEO Founder

 

Luca Reppele

CONTEC INDUSTRY | Direttore Tecnico

 

Stefano Toxiri

ISTITUTO ITALIANO DI TECNOLOGIA | Postdoctoral Researcher – Exoskeleton Design and Ergonomics


CREDITI E ATTESTATI


Riconoscimento fino a 8 crediti per aggiornamento RSPP – ASPP


DESTINATARI


Gli incontri sono riservati a RSPP/ASPP, HSE manager, Datori di Lavoro e Delegati per la sicurezza, Direttori di stabilimento, Manutenzione, Produzione e Acquisti di medie e grandi aziende.


ISCRIZIONI


Registra qui la tua presenza


LUOGO


Antony Palace Hotel
Via Enrico Mattei, 26
Marcon VE

INFORMAZIONI

Contec AQS

Enrico Urbani
Cell. 345 0607423
e-mail:
enrico.urbani@contecaqs.it

Livia Manfredini
Cell. 345 9224353
e-mail: livia.manfredini@contecaqs.it

Maria Giovanna Verdesca
Tel. 045 4729854
e-mail: mariagiovanna.verdesca@contecaqs.it

Contec Industry
Federico Fabris
Cell. 3480072925
e-mail: federico.fabris@contecindustry.it

  4 WORKSHOP gratuiti con crediti RSPP - ASPP 13 novembre 2019 Torna il Safety Day Contec, la formula di formazione avanzata che unisce le competenze di Contec AQS e Contec In...

> Read more

21 – 25 ottobre: Settimana Europea per la sicurezza e la salute sul lavoro

 

L’EU-OSHA, con il supporto dei suoi partner in tutta Europa, ha organizzato eventi e attività per sensibilizzare sul tema sicurezza e salute sul lavoro e promuovere una prevenzione attiva e partecipativa dei rischi

 

Il tema caldo è ancora la gestione di sostanze pericolose nell’ambiente di lavoro, oggetto della attuale campagna europea «Ambienti di lavoro sani e sicuri».

In tutta Europa sono milioni i lavoratori che sul posto di lavoro entrano spesso in contatto con sostanze pericolose e i numeri sono ancora in aumento. L’esposizione a tali sostanze può avere ripercussioni negative sulla salute dei lavoratori ed è per questo che la prevenzione è estremamente importante. Attraverso eventi e attività organizzate in tutte le nazioni, EU OSHA completa il suo obiettivo di sensibilizzazione dell’opinione pubblica su questo tema e a incoraggia lo scambio delle migliori pratiche al fine di garantire e diffondere processi di prevenzione efficace dei rischi.

La partecipazione alla Settimana europea per la sicurezza è libera: dipendenti, datori di lavoro, esperti di SSL e parti interessate possono portare il proprio contributo alla promozione di luoghi di lavoro più sani e sicuri attraverso:

  • Download e distribuzione del materiale e risorse gratuite della campagna -> disponibili qui ;
  • Organizzazione di un evento o un’attività;
  • Partecipazione a eventi e concorsi;
  • Condivisione sui social media di messaggi e materiali con #EUhealthyworkplaces.

Fonte: Eu-Osha

 


Contattaci per avere maggiori informazioni

  L’EU-OSHA, con il supporto dei suoi partner in tutta Europa, ha organizzato eventi e attività per sensibilizzare sul tema sicurezza e salute sul lavoro e promuovere una prevenzio...

> Read more

Utilizzo di esoscheletri negli ambienti di lavoro: quali sono gli impatti in tema salute e sicurezza

 

L’agenzia Europea per la salute e sicurezza sul lavoro ha pubblicato un contributo che approfondisce la recente introduzione nei luoghi di lavoro di nuovi dispositivi di assistenza indossati dal lavoratore e commenta i cambiamenti che ciò comporta per l’ambiente lavorativo e gli impatti che questi strumenti possono avere sulla sicurezza dei lavoratori.

 

L’impatto dell’uso degli esoscheletri sulla sicurezza e salute sul lavoro è il titolo dell’approfondimento edito da Eu-Osha in merito all’utilizzo di esoscheletri come approccio per contrastare i disturbi muscolo scheletrici connessi alle attività lavorative.

La normativa italiana in tema salute e sicurezza, prescrive al datore di lavoro l’obbligo di rispettare i principi ergonomici nella organizzazione delle attività, nella scelta delle attrezzature e dei metodi di lavoro, per contrastare gli effetti sulla salute del lavoro monotono e ripetitivo.

In alcuni ambienti ricorrere a misure tecniche e organizzative durante la progettazione dei luoghi di lavoro non è sufficiente e in questi contesti l’utilizzo di esoscheletri può migliorare le condizioni di lavoro.

Classificazione

Gli esoscheletri sono classificati come sistemi attivi o passivi:

  • attivi utilizzano componenti di trasmissione meccanica (motori elettrici, idraulici o pneumatici) per supportare i movimenti umani, fornendo ulteriore forza e quindi aumentano le prestazioni del lavoratore.
  • passivi usano la forza generata esclusivamente dal movimento dell’utente per sostenere il movimento umano. La variazione nelle prestazioni del lavoratore deriva dalla capacità di mantenere posizioni estenuanti per un periodo di tempo più lungo, non da una maggiore forza fisica.

Un’ulteriore classificazione è possibile a seconda delle parti del corpo coinvolte: parte alta (schiena e spalle), parte bassa (gambe) o tutto il corpo.

Attualmente non esiste un unico riferimento normativo o certificazione relativa agli esoscheletri. Un esoscheletro può essere definito come un aiuto tecnico e quindi rispondere alla Direttiva Macchine dell’Unione Europea del 2006 n. 42. Se un esoscheletro è certificato come DPI, secondo il regolamento 89/686/ECC, può essere utilizzato come misura di prevenzione per evitare lesioni correlate a lavoro o sforzo eccessivo.

Valutazione dei rischi

Secondo Eu Osha l’utilizzo di esoscheletri a supporto del sistema muscolo-scheletrico riduce il sovraccarico muscolare, ma è indispensabile approfondire anche i potenziali impatti negativi sulla salute e sicurezza e i nuovi rischi connessi a questi strumenti.

Il datore di lavoro ha l’obbligo di garantire un ambiente di lavoro sano e sicuro a tutti i lavoratori, attraverso la valutazione e la prevenzione di tutti i rischi. L’introduzione degli esoscheletri impone negli ambienti di lavoro impone automaticamente che vengano presi in considerazione i possibili rischi correlati al loro utilizzo, rafforzando le misure di prevenzione la formazione e l’informazione dei lavoratori.

Per approfondire i contenuti del rapporto Eu – Osha clicca qui.


L’utilizzo di esoscheletri sarà oggetto di uno dei 4 workshop organizzati per il Safety Day Contec del 13 novembre 2019 a Venezia. Leggi qui e iscriviti

Il tema dell’innovazione tecnologica a supporto dell’ergonomia nei posti di lavoro sarà affrontato a più voci, portando in aula l’esperienza in ambito sicurezza dei consulenti Contec AQS e Contec Industry insieme alle nuove prospettive provenienti dal mondo della ricerca grazie al prezioso contributo dell’ Ing. Toxiri dell’Istituto Italiano di Tecnologia.

Fonte: Eu-Osha


Contattaci per avere maggiori informazioni

  L’agenzia Europea per la salute e sicurezza sul lavoro ha pubblicato un contributo che approfondisce la recente introduzione nei luoghi di lavoro di nuovi dispositivi di assistenza ...

> Read more

Nuove prospettive: l’HSE Manager come promotore della Sostenibilità Integrata

Il ruolo dell’HSE manager è in fase di grande trasformazione per uscire dal limbo della compliance e mettere a frutto il grande potenziale che questa figura professionale possiede per lo sviluppo dell’impresa, in linea con le esigenze dei tempi e dei mercati

 

Dalla recente esperienza d’incontrare i responsabili sicurezza e ambiente delle maggiori imprese italiane, dall’auto alla siderurgia, dalle multiutility alle costruzioni, ho riportato due considerazioni fondamentali:

📌  Molti HSE manager sono consapevoli che per approfittare dei vantaggi offerti da una strategia globale di sostenibilità, ed evitare di aggiungere semplicemente costi al proprio bilancio, l’impresa deve superare definitivamente il vecchio paradigma Corporate Social Responsibility che vede la sostenibilità come un argomento di “spin” per il marketing e la comunicazione

📌  La figura dell’HSE manager si trova di fronte a un’opportunità straordinaria di ridefinire completamente il proprio ruolo, mettendo a frutto appieno un ventaglio di competenze e un punto di vista sui processi aziendali di rara profondità


Il vantaggio della strategia globale di sostenibilità non è solo nella comunicazione


Recentemente ho preso parte ad un evento dedicato agli HSE manager dove, presentando alla platea una serie di casi studio (Tra cui il caso del progetto UNIDO – FKL – SAFECHEM ),  ho evidenziato come il vero contenuto delle strategie e pratiche di sostenibilità alla performance aziendale è la capacità di generare innovazioni radicali di processo, prodotto/servizio e modello di business, o Catena del Valore.

Nei casi presentati, la caratteristica comune è che i vantaggi sia economici che ambientali e sociali prescindono dall’essere o meno comunicati al pubblico. Essi si realizzano nell’efficienza produttiva e nell’uso delle risorse, nell’eliminazione di rischi ambientali e di sicurezza, nella migliore soddisfazione dei bisogni degli stakeholders, nella motivazione e nel coinvolgimento del personale, nella produttività, nell’allineamento tra gli interessi dei soggetti nella Catena del Valore con evidente sinergia negli sforzi e miglioramento dei risultati.

Dopodiché, i vantaggi reputazionali del brand e di marketing sono una conseguenza quasi automatica. Per di più i dati di ricerca più approfonditi confermano che il cliente finale non è realmente disposto a pagare una differenza di prezzo per queste caratteristiche. Perciò l’impresa che scommettesse il payback dei propri investimenti in sostenibilità sulla sola comunicazione e sulla sua capacità di influire positivamente sulle vendite si ritroverebbe ben presto con amare sorprese.

Il feedback da una platea del livello di quella del CPGO (Club Prevenzione Grandi Organizzazioni di AIAS – Associazione Italiana Ambiente e Sicurezza) mi ha ampiamente confermato che a questo livello di competenza il discorso è completamente acquisito.


Le competenze HSE per andare oltre la Compliance


Se le linee guida dei Piani di Sostenibilità devono essere orientate strategicamente, tenere conto dei rischi caratteristici dell’attività e tradursi in buona parte in innovazioni nei processi industriali e di modello organizzativo, poche figure come i responsabili di Ambiente, Sicurezza e Salute hanno una visione altrettanto approfondita di ciò che accade ogni giorno nell’impresa.

Le imprese che oggi costituiscono il gruppo indiscusso dei “frontrunners” della sostenibilità a livello mondiale fondano il proprio successo su innovazioni che hanno come focus gli impatti ambientali, climatici, socio-sanitari e, detto in modo più lato, la compatibilità dell’attività aziendale con la vita.

Chi meglio dell’HSE ha ogni giorno sott’occhio questi elementi? Forse proprio per questo ho potuto constatare nei contatti con molte persone in questo ruolo una grande sensibilità ai temi dello Sviluppo Sostenibile e della Sostenibilità Integrata.

In effetti, credo che sia proprio da questa classe di professionisti che potranno emergere proposte concrete e costruttive per portare la figura del responsabile Ambiente e Sicurezza a nuovi livelli di responsabilità e influenza all’interno delle imprese.

Come muoversi dunque per mettere a frutto questo potenziale? Innanzi tutto l’HSE manager deve voler allargare l’ambito delle proprie responsabilità, premessa fondamentale per aumentare la propria influenza sulle decisioni aziendali: chiaramente chi è contento del compito di assicurare la compliance normativa dell’impresa e non desidera ulteriori preoccupazioni sarà meglio non “svegli il can che dorme”.

Ma un professionista in questo ruolo che voglia salire a un gradino superiore di responsabilità e rilevanza in azienda potrà ben approfondire il tema della Sostenibilità. Per iniziare potrebbe valutare lo stato dell’impresa mediante uno strumento come l’Embedded Sustainability Index® di Exsulting, con un primo self-assessment gratuito su piattaforma web.

A partire da questa analisi, che fornisce già un primo benchmark sul grado in cui l’azienda sta utilizzando la sostenibilità per diminuire i propri Rischi e massimizzare le Opportunità, si potrà poi analizzare in dettaglio i fattori di rischio e valutare le priorità per migliorare le prestazioni.

L’ottica è centrata sui processi e solidamente fondata sui principali standard internazionali, in particolare ISO 31000:2018 per la gestione dei Rischi e ISO 26000:2010 per la Responsabilità Sociale (o Sostenibilità).

Per esperienza, ad eccezione di qualche amministratore delegato con particolare esperienza al piano della fabbrica, l’HSE manager è tra le figure più preparate a rispondere al test dell’Embedded Sustainability Index®, magari con la collaborazione di qualche collega in altri dipartimenti che possa valutare meglio alcuni aspetti finanziari e sulla Catena di Fornitura.

Quando l’azienda, sulla base della valutazione del quadro eseguita in base all’Index, intraprenderà il cammino del miglioramento dei processi e dei prodotti, l’HSE si troverà al centro del cambiamento e potrà a pieno titolo rivestire un ruolo centrale sia nella definizione delle strategie sia nel controllo dei processi al fine del loro miglioramento continuo.

Quale azienda, ben supportate da un processo di consapevolezza sul tema, non vorrebbe mettere a frutto un potenziale di questo genere? Con qualcuna abbiamo già iniziato il cammino in modo proficuo e i risultati sono assai incoraggianti.

La sfida è aperta e il futuro del ruolo dell’HSE manager in azienda è nelle sue mani, come un frutto maturo che aspetta solo di essere colto.

Queste riflessioni sono un’anticipazione di quanto verrà affrontato nel WORKSHOP sulla Sostenibilità integrata il prossimo 13 novembre 2019 – SAFETY DAY CONTEC. Iscriviti qui.

Federico Fioretto –  CEO Exsulting Srl

Federico Fioretto è amministratore delegato di ExSulting, società di advisory sulla Sostenibilità Integrata verso l’Economia Circolare. Lavora a livello internazionale come consulente e formatore nel campo della leadership e della sostenibilità strategica, oltre a tenere conferenze e seminari.


Contattaci per avere maggiori informazioni

 

 

Il ruolo dell’HSE manager è in fase di grande trasformazione per uscire dal limbo della compliance e mettere a frutto il grande potenziale che questa figura professionale possiede per lo...

> Read more

Gestione delle emergenze ambientali: cosa c’è da sapere

In caso di emergenze con contaminazione o potenziale contaminazione di matrici ambientali (suolo, acqua, aria), è necessario compiere delle azioni per prevenire o mitigare gli impatti ambientali negativi derivanti da queste situazioni

 


I principali scenari


Un’emergenza ambientale è un evento che, a causa della dispersione di sostanze pericolose, può generare conseguenze anche importanti per l’ambiente:

  • contaminazioni di corpi idrici superficiali
  • inquinamento dell’atmosfera che provoca disagi irritativi o olfattivi
  • incidenti con ricaduta ambientale in insediamenti produttivi e di servizio (impianti e depositi industriali), con fuoriuscite di sostanze pericolose in seguito al malfunzionamento di impianti, rotture di tubazioni o serbatoi, fughe di gas tossici, reazioni dovute a miscelazione di prodotti chimici, incendiesplosioni
  • incidenti con ricaduta ambientale durante il trasporto (incidenti stradali e ferroviari con rilascio di sostanza inquinante), in seguito alla rottura di cisterne, per cattivo stivaggio o utilizzo di imballaggi non idonei

 


Livelli di emergenza


La gestione delle emergenze ambientali è strettamente legata alla loro magnitudo. E’ possibile individuare 3 livelli di emergenza:

  • emergenze di modesta entità gestite dagli addetti formati presenti in azienda o in cantiere
  • emergenze di media entità gestite mediante personale qualificato reperibile H24
  • emergenze di entità tale da creare un pericolo per la salute pubblica in cui intervengono Vigili del Fuoco (soccorso tecnico), il 118 (soccorso sanitario) e le Arpa a cui spetta il compito di acquisire gli elementi necessari per la valutazione tecnica dell’evento incidentale

 


Obbligo di intervento e comunicazione


In caso di emergenza ambientale la normativa prescrive:

Ai sensi dell’articolo 242, comma 1 e 2, del D. Lgs n. 152/2006 “Al verificarsi di un evento che sia potenzialmente in grado di contaminare il sito, il responsabile dell’inquinamento mette in opera entro ventiquattro ore le misure necessarie di prevenzione e ne dà immediata comunicazione ai sensi e con le modalità di cui all’ articolo 304, comma 2 (del d.lgs. n. 152/2006).

Attuate le necessarie misure di prevenzione, il responsabile dell’inquinamento svolge un’indagine preliminare sui parametri oggetto dell’inquinamento. Laddove accerti che il livello delle concentrazioni soglia di contaminazione (CSC) non sia stato superato, provvede al ripristino della zona contaminata, dandone notizia al comune e alla provincia competenti per territorio, entro 48 ore dalla comunicazione, con apposita autocertificazione che conclude il procedimento di notifica.

L’obbligo è assistito dalla sanzione penale di cui all‘articolo 257, comma 1 e 2, sempre del D. Lgs. 152/2006: “Chiunque cagiona l’inquinamento del suolo, del sottosuolo, delle acque superficiali o delle acque sotterranee con il superamento delle concentrazioni soglia di rischio è punito con la pena dell’arresto da sei mesi a un anno o con l’ammenda da € 2600 a € 26000, se non provvede alla bonifica in conformità al progetto approvato dall’autorità competente nell’ambito del procedimento di cui agli articoli 242 e seguenti (del D. Lgs. n. 152/2006). In caso di mancata effettuazione della comunicazione di cui all’articolo 242, il trasgressore è punito con la pena dell’arresto da tre mesi a un anno o con l’ammenda da € 1000 a € 26000. Si applica la pena dell’arresto da un anno a due anni e la pena dell’ammenda da € 5200 euro a € 52000 se I’ inquinamento è provocato da sostanze pericolose.

È bene ricordare che tra i diversi soggetti coinvolti nell’ambito dei procedimenti di bonifica dei siti inquinati, oltre al responsabile dell’inquinamento e alla Pubblica Amministrazione, figura anche il proprietario dei medesimi che risulti non colpevole della contaminazione.

La legge pone in capo al proprietario incolpevole di un sito contaminato l’obbligo, qualora egli rilevi il superamento o il pericolo concreto e attuale di superamento delle concentrazioni soglia di contaminazione, di darne comunicazione alla Regione, alla Provincia e al Comune territorialmente competenti e di attuare le misure di prevenzione secondo la procedura di cui all’art. 242, D.L.vo n. 152/2006 (art. 245, comma 2, D.L.vo n. 152/2006). Spetterà poi alla Provincia, una volta ricevuta tale comunicazione, attivarsi per identificare il responsabile.

 


Gestione diretta delle emergenze


La UNI EN ISO 14001 prescrive all’organizzazione un percorso per la gestione  delle emergenze ambientali:

  • pianificazione delle azioni per prevenire o mitigare impatti ambientali negativi derivanti da situazioni di emergenza
  • pronta risposta alle situazioni di emergenza reali
  • prevenzione o mitigazione  delle conseguenze di azioni di emergenza
  • prova periodica delle azioni di risposta pianificate,
  • revisione periodica  dei processi e le azioni di risposta pianificate, in particolare dopo che si sono verificate situazioni di emergenza o di prova
  • formazione e informazione sulla preparazione e risposta alle emergenze

Nei Criteri Ambientali Minimi nell’edilizia  è specificato che le aziende non certificate sono obbligate a stendere una procedura per “preparazione alle emergenze ambientali e risposta”.

 


Pronto Intervento Ecologico (PIE) e Messa In Sicurezza di Emergenza (MISE)


In caso di eventi di contaminazione improvvisi, la messa in sicurezza d’emergenza permette di isolare un sito contaminato, così da eliminare o ridurre i suoi effetti sull’ambiente circostante.

Nelle attività di MISE, la tempestività dell’intervento e la competenza degli operatori sono fattori determinanti: l’efficacia è garantita attraverso un sistema di pronto intervento attivo H24 e un struttura ben organizzata, dotata di risorse e conoscenze delle tecniche di intervento.

Per contrastare la dispersione di contaminati in acqua, la tecnica di intervento è legata al peso specifico del contaminante:

  • se il perso specifico è minore di 1kg/dmc
    • il contenimento viene effettuato posizionando barriere assorbenti o a sifone
    • la rimozione avviene attraverso aspirazione superficiale e/o posa di materiale assorbente
  • se il peso specifico è maggiore di 1kg/dmc
    • per il contenumento si utilizzano barriere sul fondo
    • la rimozione avviene attraverso aspirazione profonda
  • se si tratta di inquinanti solubili
    • il contenimento viene effettuato con sbarramento totale del corso d’acqua
    • la rimozione avviene attraverso aspirazione totale

Nel caso di rimozione del contaminante su matrici solide è previsto:

  • utilizzo di materiali assorbenti
  • escavazione tramite benna dotata di lama e posizionata sulle aree man mano escavate

Assicurazione per il rischio di inquinamento


Per il principio di legge “chi inquina paga”, la tutela assicurativa in caso di incidente ambientale diventa una protezione necessaria per mitigare le conseguenze che nascono in seguito a un evento inquinante in materia di risarcimento danni.

Le polizze di responsabilità ambientale comprendono:

  • responsabilità ambientale insediamenti a tutela dalle conseguenze del fenomeno inquinante sulle attività produttive, depositi, stoccaggi e stabilimenti
  • attività presso terzi – adatta per chi svolge la propria attività presso cantieri oppure aziende terze
  • operazioni di carico e scarico – idonea per chi effettua operazioni carico e scarico di materiale inquinante con mezzi meccanici presso aziende terze
  • committenza del trasporto di merci pericolose, rivolta a chi affida ad aziende terze il trasporto delle proprie merci pericolose

 


Contattaci per avere maggiori informazioni

In caso di emergenze con contaminazione o potenziale contaminazione di matrici ambientali (suolo, acqua, aria), è necessario compiere delle azioni per prevenire o mitigare gli impatti ambi...

> Read more

Valutazione del rischio vibrazioni: un nuovo documento operativo pubblicato da Inail

I rischi legati all’esposizione professionale a vibrazioni meccaniche sono oggetto di studio nell’ultima pubblicazione di Inail per la collana Salute e sicurezza, che fornisce indicazioni tecnico operative per la misura, la valutazione e il controllo del rischio

 

L’esposizione in ambiente lavorativo ad agenti di rischio di tipo fisico coinvolge in Italia milioni di lavoratori. Le vibrazioni rientrano tra gli agenti fisici che possono causare, a seguito di esposizione professionale, rischi per la salute e sicurezza dei lavoratori.

Sono identificati come rischi fisici dal Testo unico della sicurezza anche il rumore, i campi elettromagnetici, le radiazioni ottiche di origine artificiale, il microclima, gli infrasuoni, gli ultrasuoni e le atmosfere iperbariche.

I dati raccolti da Inail sulle malattie professionali evidenziano che una quota consistente delle malattie di probabile origine professionale, nell’ultimo triennio, sono riconducibili all’esposizione ad agenti fisici. Il datore di lavoro ha l’obbligo di valutare tutti i rischi fisici per identificare e mettere in campo misure di prevenzione e protezione che tutelino i lavoratori esposti.

Il primo strumento normativo in tema esposizione a vibrazioni meccaniche è stato il D.Lgs. 187/2005 (attuativo della Direttiva vibrazioni 2002/44/CE), entrato a far parte in seguito del Testo Unico per la salute e sicurezza nei luoghi di lavoro D.Lgs 81/08 – Titolo VIII – Capo III che è l’attuale riferimento legislativo per la protezione dei lavoratori dal rischio vibrazioni.

L’ultima pubblicazione di Inail sul rischio vibrazioni

La valutazione rischio vibrazioni” è una pubblicazione realizzata dal Dipartimento di medicina, epidemiologia, igiene del lavoro e ambientale dell’Inail e destinata ai datori di lavoro, ai responsabili del servizio di prevenzione e protezione e a chi si occupa di prevenzione nei luoghi di lavoro. L’approfondimento è stato realizzato per fornire un riferimento operativo per la misura, la valutazione e il controllo del rischio derivante dall’esposizione alle vibrazioni meccaniche nei luoghi di lavoro e colmare le lacune della normativa sugli aspetti tecnici e metodologici di valutazione.

Il documento parte dalla definizione di vibrazioni meccaniche, distinguendo tra quelle che interessano il sistema mano-braccio (tipiche di lavorazioni nelle quali si impugnano utensili vibranti, quali martelli demolitori, decespugliatori, motoseghe ecc) e quelle relative al corpo intero (relative a lavorazioni a bordo di macchine industriali vibranti – mezzi di movimentazione e mezzi di trasporto. Successivamente vengono discussi i metodi con i quali giungere ad una stima quantitativa dell’esposizione: misurazioni, banche dati vibrazioni e dati di certificazione dei costruttori.

Sono fornite anche indicazioni alla stesura del documento di valutazione del rischio, con attenzione particolare alla giustificazione del rischio, alla descrizione del programma delle misure tecniche, ai dispositivi di protezione individuale (DPI), alla formazione e informazione dei lavoratori. Un capitolo specifico viene dedicato agli aspetti di manutenzione delle macchine sorgenti di vibrazioni.

Nelle Appendici, infine, sono presentati diversi esempi pratici per agevolare la comprensione delle metodologie applicate.

La valutazione rischio vibrazioni” è disponibile per il download gratuito cliccando qui per raggiungere il sito Inail.

Fonte: Inail


Contattaci per avere maggiori informazioni

I rischi legati all’esposizione professionale a vibrazioni meccaniche sono oggetto di studio nell’ultima pubblicazione di Inail per la collana Salute e sicurezza, che fornisce indicazio...

> Read more

Infortuni e quasi infortuni sul lavoro: le regole vitali che salvano la vita

 

 

Una campagna di sensibilizzazione presenta le regole vitali da applicare in diversi settori di attività per evitare accadimenti pericolosi che possano degenerare in infortuni o near miss

 

La vita è bella finché va tutto bene è lo slogan dello spot di Suva che accompagna un nuovo progetto di sensibilizzazione sulla salute e sicurezza nei luoghi di lavoro.

Nella sezione del sito dedicata alla campagna Le regole vitali è possibile consultare indicazioni e comportamenti da tenere nei luoghi di lavoro per contrastare situazioni di pericolo.

Le regole sono organizzate per categoria di settore professionale:

  • Cantieri
  • Elettricità
  • Industria e artigianato
  • Trasporto

Ciascun settore riporta sottocategorie, mentre una sezione speciale è dedicata alle lavorazioni che comportano possibile contatto con amianto.

Per esempio, per chi utilizza carrelli elevatori nel settore industria e artigianato sono indicate le seguenti regole:

Guidiamo i carrelli elevatori solo se siamo stati autorizzati

Utilizziamo i carrelli elevatori conformemente alle istruzioni

Guidiamo con prudenza

Utilizziamo vie di circolazione sicure

Mettiamo in sicurezza il carico

Stocchiamo in sicurezza il carico

Controlliamo regolarmente i nostri carrelli elevatori

Non tolleriamo soluzioni improvvisate

Utilizziamo i dispositivi di protezione individuale

Ciascun principio distingue la responsabilità del lavoratore e quella del suo superiore. Scarica la guida qui

La definizione di regole precise nasce con l’obiettivo di prevenire ed evitare comportamenti che possano portare a situazioni pericolose.

 

L’ indagine degli infortuni e mancati infortuni

 

Il near miss è un episodio anomalo e negativo che avrebbe potuto causare un infortunio, malattia professionale o morte ma, solo per circostanze favorevoli e/o casuali, non lo ha prodotto. Si tratta quindi di un evento quindi che ha in sé la potenzialità di produrre un infortunio.

È necessario individuare e affrontare le cause di un accadimento pericoloso attraverso un approccio strutturato, adeguato e tempestivo.

La registrazione, l’indagine e l’analisi degli accadimenti pericolosi nelle aziende viene regolamentata all’interno di procedure specifiche. Tale sistema permette di individuare eventuali carenze in materia di Sicurezza e Salute nei luoghi di lavoro, identificare azioni e regole correttive, preventive e opportunità di miglioramento continuo.

Questa attività vede la stretta collaborazione di diverse figure aziendali: il Responsabile Servizio di Prevenzione e Protezione (RSPP), il Datore di Lavoro (DL) e l’Ufficio Personale.

La raccolta e l’analisi dei dati e degli eventi si serve di strumenti quali schede descrittive e tabelle di elaborazione che intrecciano le informazioni raccolte e offrono un quadro più comprensibile delle situazioni. In questo modo è possibile individuare le cause degli eventi accaduti e definire azioni correttive e preventive da mettere in atto.

Fonte regole e video: SuvaYoutube

Immagine: Freepik


Contattaci per avere maggiori informazioni

     Una campagna di sensibilizzazione presenta le regole vitali da applicare in diversi settori di attività per evitare accadimenti pericolosi che possano degenerare i...

> Read more

Infortuni e malattie professionali: aggiornati i dati fino a luglio 2019

infortuni casi mortali relazione annuale inail

Infortuni e malattie professionali: aggiornati i dati fino a luglio 2019

Sono disponibili sul sito Inail gli Open Data Inail sugli infortuni e le malattie professionali registrati all’Istituto nei primi 7 mesi del 2019 (1 gennaio – 31 luglio 2019).

La pubblicazione periodica dei dati contribuisce alla creazione di un quadro sempre più completo sull’andamento degli episodi denunciati, quadro che sarà possibile giudicare con attendibilità piena solo dopo la pubblicazione dei dati dell’intero 2019, come specifica lo stesso Inail. I dati di infortuni con esito mortale, per esempio, sono soggetti all’effetto distorsivo di “punte occasionali” e dei tempi di trattazione delle pratiche.

Per il periodo in esame, i dati permettono comunque di individuare un andamento nel confronto con lo stesso periodo dell’anno precedente.


Infortuni denuciati

I dati raccolti nei primi sette mesi del 2019 riportano  378.671 denunce di infortunio, -0,02% rispetto allo stesso periodo 2018. Sono scesi i casi avvenuti in occasione di lavoro, mentre salgono quelli in itinere, ovvero nel tragitto casa – lavoro, con un + 5,4% da 54.096 a 56.996.

A livello settoriale si registra una lieve riduzione per l’Industria e servizi (-0,4%), mentre crescono l’Agricoltura e il Conto Stato con, rispettivamente, +1,1% e + 1,5%.

Centro e Isole hanno visto aumentare nel periodo le denunce di infortunio:  Sardegna (+3,5%) e Umbria (+3,0%) sono le regioni che hanno visto una crescita più consistente.

Analizzando le classi di età, hanno registrato aumenti le fasce under 30 (+2,4%) e tra i 55 e 69 anni (+3,0%).

Incidenti mortali

Sono 599 le denunce di infortunio con esito mortale registrare al 31 luglio 2019, +2% rispetto allo stesso periodo 2018: crescono gli incidenti in occasione di lavoro (18 in più) e scendono quelli in itinere (6 in meno).

Scendono i casi registrati nell’Industria e servizi, mentre crescono quelli nell’agricoltura.

A livello regionale si evidenziano 16 casi mortali in più, rispetto al 2018, in Puglia e 17 in meno in Veneto.

Analizzando le classi di età, registrano incrementi le fasce 45-54 anni (43 casi in più rispetto al 2018) e 20-34 anni (19 casi in più); scendono le altre, con un decremento più evidente nella fascia 55-69 anni.

Malattie professionali

Crescono del 2,7% , rispetto allo stesso periodo del 2018, le denunce di malattia professionale prese in esame quest’anno.

Tra le patologie denunciate prevalgono, come in precedenza, quelle che colpiscono il sistema osteo-muscolare e del tessuto connettivo, seguite da sistema nervoso (prevalenza per sindrome del tunnel carpale), orecchio, sistema respiratorio e tumori.

Le patologie denunciate sono aumentate solo nell’Industria e servizi, con un +4,3% rispetto ai primi sette mesi del 2019.

Aumentano le denuce al Centro (+3,1%), Sud (+3,7%) e Isole (+9,6%).

Sono 392 le denunce in più per le lavoratrici (+3,9%), e 608 in più per i lavoratori (+2,2%), e in crescita sia tra lavoratori italiani (da 35.101 a 35.860), che  comunitari (da 796 a 885) ed extracomunitari (da 1.603 a 1.756).

Fonte: Inail


Contattaci per avere maggiori informazioni

Infortuni e malattie professionali: aggiornati i dati fino a luglio 2019 Sono disponibili sul sito Inail gli Open Data Inail sugli infortuni e le malattie professionali registrati all’Is...

> Read more

Tasso di prevenzione: Inail introduce il nuovo modello OT23

Le istanze di riduzione del tasso medio di prevenzione per gli interventi migliorativi adottati nel corso del 2019 dovranno essere presentate attraverso il nuovo modello disponibile online sul sito di Inail

Dal mese di agosto è possibile per le aziende accedere al nuovo modello OT23 di Inail, strumento di presentazione all’Istituto delle domande per lo sconto dei premi assicurativi per interventi migliorativi delle condizioni di sicurezza e igiene nei luoghi di lavoro, adottati nel corso del 2019, in aggiunta a quelli previsti dalla normativa vigente in materia.

Gli interventi migliorativi sono divisi in 5 sezioni:

  • interventi di carattere generale (A)
  • interventi di carattere generale ispirati alla responsabilità sociale (B)
  • interventi trasversali (C)
  • interventi settoriali generali (D)
  • interventi settoriali (E)

Ogni intervento ottiene un punteggio; la somma dei punteggi deve essere almeno 100 per accedere alla riduzione del tasso, cumulabili da ciascuna sezione del modulo ad eccezione della (B) che richiede un punteggio di 100 da sola.

Che tipologia di interventi vengono riconosciuti?

Tra le azioni che puntano al miglioramento delle condizioni di sicurezza e igiene nei luoghi di lavoro sono indicate per esempio l’adozione o il mantenimento di sistemi di gestione della sicurezza sul lavoro certificati, le asseverazioni rilasciate da organismi paritetici, i programmi formativi e la segnalazione di quasi infortuni o di mancati incidenti sul lavoro.

Il modello è stato introdotto dall’art. 23 delle Modalità di applicazione delle Tariffe dei premi approvate con Decreto Interministeriale 27 febbraio 2019 e va a sostituire il precedente OT24, che era previsto nel DM 12 dicembre 2000.

Assieme al modulo di domanda Inail ha reso disponibile anche una guida in supporto alla compilazione del documento.

Quali sono le novità di OT23?

Nella sezione (B) per interventi collegati alla Responsabilità sociale di impresa è stata inserita anche l’adozione di prassi per il settore delle costruzioni (Uni/PdR 49:2018) e per le micro e piccole imprese (Uni/PdR 51:2018).

Nella sezione (C) relativa a interventi trasversali, sono state inserite come misure valide per ottenere lo sconto quelle che puntano al reinserimento lavorativo di dipendenti colpiti da disabilità da lavoro, insieme ai servizi di trasporto da casa al lavoro per i lavoratori con orario notturno e alle azioni per contrastare il verificarsi di rapine.

Fonte: Inail


Contattaci per avere maggiori informazioni

Le istanze di riduzione del tasso medio di prevenzione per gli interventi migliorativi adottati nel corso del 2019 dovranno essere presentate attraverso il nuovo modello disponibile online ...

> Read more

Valutazione dei Rischi e Invecchiamento della Forza Lavoro

Valutazione dei Rischi e Invecchiamento della Forza Lavoro

Nell’obbligo indelegabile del Datore di lavoro di valutare tutti i fattori di rischio per la sicurezza e la salute dei lavoratori, come definito nel D.lgs. 81/2008 all”art. 28, comma 1, viene fatta specifica menzione all’età quale elemento da considerare con particolare attenzione.

 
Scarica l’approfondimento Valutazione dei Rischi nel contesto di invecchiamento della forza lavoro cliccando QUI

 

La redazione dei documenti di valutazione dei rischi deve tenere conto che la popolazione lavorativa non è uniforma, ma caratterizzata da variabili (appunto età, ma anche genere, provenienza geografica e tipologia contrattuale) che incidono sulla diversa esposizione dei lavoratori ai rischi professionali.

In particolare l’età, in riferimento sia alle caratteristiche fisiche ma anche all’esperienza e alla formazione, diventa un fattore rilevante nella redazione di questo documento.
L’impatto che questi fattori hanno, e avranno in prospettiva, riguarda l’azienda nel suo complesso: sono diverse le funzioni aziendali da coinvolgere, non solo il Servizio Prevenzione e Prevenzione. Un coordinamento stretto, ad esempio, con la funzione Risorse Umane è indispensabile per prevenire situazioni difficilmente gestibili in futuro.

Per fronteggiare tali problematiche possono essere attuati interventi e soluzioni sia a livello individuale (migliore capacità funzionale, maggiori livelli di salute), a livello di impresa (organizzazione del lavoro, reclutamento) o a livello di società (supporto alle persone che invecchiano, pensionamento dolce).

Il mantenimento di una capacità di lavoro accettabile può essere considerata in relazione a buone condizioni di salute e professionali, sostenute da condizioni di lavoro soddisfacenti dal punto di vita ambientale e relazionale, nonchè da corretti stili di vita personali.

Ciò si traduce in una migliore qualità della vita, una maggiore produttività, nonché un più soddisfacente godimento del periodo di pensionamento, con conseguenti minori costi sanitari e sociali sia per l’individuo sia per la collettività.

Per far questo occorre eliminare o contenere tutti quei fattori di rischio che concorrono ad accelerare o aggravare il fisiologico processo di invecchiamento e che agiscono lungo tutto il corso della vita della persona, sia in relazione agli stili comportamentali, sia in funzione delle condizioni di lavoro.

Le aziende, in questo scenario, hanno bisogno di strumenti operativi e modelli che consentano loro di effettuare una valutazione complessiva dei rischi, che tenga conto dei rischi correlati all’età.

Contec AQS a questo riguardo ha svolto un’attività di ricerca, realizzata all’interno della campagna europea “Ambienti di lavoro sani e sicuri ad ogni età” per la Valutazione dei Rischi e Invecchiamento della Forza Lavoro.

ARAI® è il cuore del nuovo metodo di valutazione dei rischi, risultato della ricerca che ha già visto applicazioni concrete. >> Leggi la notizia qui

arai_logo_contec aqs.jpg

 

Scarica l’approfondimento Valutazione dei Rischi nel contesto di invecchiamento della forza lavoro cliccando QUI

Contattaci per avere maggiori informazioni

Nell'obbligo indelegabile del Datore di lavoro di valutare tutti i fattori di rischio per la sicurezza e la salute dei lavoratori, come definito nel D.lgs. 81/2008 all''art. 28, comma ...

> Read more

Iscriviti a Unica - News Tecnica Contec

Autorizzo il trattamento dei dati personali