Gestione e Monitoraggio Ambientale - Contec AQS

Gestione e Monitoraggio Ambientale

Bando ISI INAIL 2019 per gli investimenti sulla salute e sicurezza dei lavoratori

Bando ISI INAIL 2019

Il Bando ISI INAIL 2019, quest’anno alla decima edizione, stanzia oltre 250 milioni di euro per investimenti sulla salute e sicurezza dei lavoratori in azienda

 

Inail ha pubblicato il nuovo Bando ISI INAIL 2019, iniziativa annuale con cui incentiva le aziende ad investire in progetti e attività orientati a migliorare la tutela dei lavoratori in materia di salute e sicurezza.

Dal 2010 ad oggi sono stati riconosciuti finanziamenti per la realizzazione di quasi 32mila progetti, con un impegno di risorse complessivo pari a 2,5 miliardi di euro.


Calendario scadenze Bando Isi 2019

16 aprile 2020 | Apertura della procedura informatica per la compilazione della domanda

29 maggio 2020 | Chiusura della procedura informatica per la compilazione della domanda

5 giugno 2020 | Acquisizione codice identificativo per l’inoltro online

5 giugno 2020 | Comunicazione relativa alle date di inoltro online


 

Quali aziende possono presentare domanda di partecipazione?

I finanziamenti sono destinati a imprese, anche individuali, che hanno sede nel territorio nazionale e sono iscritte alla Camera di commercio industria, artigianato ed agricoltura. Sono ammessi anche gli enti del terzo settore, secondo specifiche condizioni indicate nella documentazione.

 

Quali progetti sono finanziati?

I finanziamenti sono distinti in cinque assi che identificano diverse tipologie di progetto:

ASSE1: investimento e progetti per l’adozione di modelli organizzativi e di responsabilità sociale

Risorse disponibili: 96.226.450 €

 

ASSE2: riduzione del rischio da movimentazione manuale di carichi (MMC)

Risorse disponibili: 45.000.000 €

 

ASSE3: bonifica da materiali contenenti amianto

Risorse disponibili: 60.000.000 €

 

ASSE4: micro e piccole imprese operanti in specifici settori di attività

Risorse disponibili: 10.000.000 €

 

ASSE5: micro e piccole imprese operanti nel settore della produzione agricola primaria

Risorse disponibili: 40.000.000€

 

BANDO ISI 2019 TOTALE RISORSE SU 5 ASSI DI FINANZIAMENTO 251.226.450 EURO

 

Quali importi?

Il valore del finanziamento in conto capitale per gli assi di finanziamento 1-2-3-4 è pari al 65% della spesa:

  • Asse 1-2-3 massimo erogabile di 130.000,00 Euro ed un finanziamento minimo ammissibile pari a 5.000,00 Euro
  • Asse 4 fino al massimo erogabile di 50.000,00 Euro ed un finanziamento minimo ammissibile pari a 2.000,00 Euro

L’asse 5 copre il 40% o il 50% delle spese a seconda che riguardi la generalità delle imprese agricole o i giovani agricoltori. Il finanziamento massimo erogabile è pari a Euro 60.000,00; il finanziamento minimo è pari a Euro 1.000,00.

Il valore dell’agevolazione è calcolato sull’importo delle spese ammissibili al netto dell’IVA.

 

Come partecipare

La partecipazione prevede la presentazione della domanda in modalità telematica e la successiva conferma secondo indicazioni presenti negli avvisi regionali/provinciali.

 

Calendario scadenze Bando Isi 2019

  • 16 aprile 2020 | Apertura della procedura informatica per la compilazione della domanda
  • 29 maggio 2020 | Chiusura della procedura informatica per la compilazione della domanda
  • 5 giugno 2020 | Acquisizione codice identificativo per l’inoltro online
  • 5 giugno 2020 | Comunicazione relativa alle date di inoltro online

 

Fonte: INAIL

 


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Delega di funzioni in materia ambientale: alcuni chiarimenti

Delega_ambientale

 

Una sentenza della Cassazione Penale ha introdotto significative novità legate alla dimensione dell’impresa, ovvero la sua l’articolazione e complessità tecnico-funzionale

 

Nel Sistema di Gestione Ambientale-SGA l’azienda può decidere di trasferire compiti e responsabilità a soggetti diversi dal titolare attraverso lo strumento della delega di funzione per la gestione degli adempimenti ambientali.


Il quadro normativo di riferimento


I sistemi di gestione ambientale sono disciplinati a livello internazionale attraverso lo standard ISO 14001 e a livello europeo dal regolamento EMAS. Per quanto riguarda la delega di funzioni in materia ambientale il nostro ordinamento non presenta disposizioni specifiche, ma la sua disciplina è affidata alla sola elaborazione giurisprudenziale della Corte di Cassazione.

La sentenza n. 52636 del 20 novembre 2017 della terza sezione della Cassazione Penale, per esempio, ha introdotto significative novità legate alla dimensione dell’impresa, ovvero la sua l’articolazione e complessità tecnico-funzionale.

Condizioni oggettive di ammissibilità per la delega di funzioni in materia ambientale

dimensione dell’impresa, la struttura tecnico-funzionale

certezza della delega

effettivo trasferimento dei poteri in capo al delegato

precise e ineludibili norme interne o che disciplinano il conferimento della delega

onerosità della delega

 


La sentenza n. 52636 del 20 novembre 2017


La sentenza n. 52636 del 20 novembre 2017 fa cadere la condizione oggettiva della dimensione, affermando che anche in un’organizzazione a struttura semplice la delega è da ritenersi valida. L’atto di delega deve comunque essere espresso, inequivoco, certo e investire un soggetto con le  necessarie competenze tecniche e dotato di potere decisionale e di intervento.


Il direttore tecnico di uno stabilimento, con delega in materia ambientale presso un insediamento produttivo di Novi Ligure, era stato condannato a € 4.000,00 di ammenda per non avere osservato le prescrizioni imposte dalla Provincia con l’Autorizzazione Integrata Ambientale (AIA). Il condannato si era difeso affermando di aver delegato tutte le attività in tema di prescrizioni AIA a un suo sottoposto, ma il Tribunale non aveva ritenuto efficace tale delega, a causa della – presunta – ridotta complessità organizzativa dello stabilimento. Il condannato aveva fatto ricorso in Cassazione lamentando che il Giudice aveva motivato l’inefficacia liberatoria della delega di funzioni da lui rilasciata perché lo stabilimento non rispondeva ai criteri dimensionali e di necessaria complessità organizzativa elaborati dalla giurisprudenza.


La terza sezione della Cassazione Penale, con sentenza n. 52636 del 20 novembre 2017, ha accolto il ricorso del direttore tecnico affermando:

In tema di reati ambientali, non è più richiesto, per la validità e l’efficacia della delega di funzioni, che il trasferimento delle stesse sia reso necessario dalle dimensioni dell’impresa o, quanto meno, dalle esigenze organizzative della medesima, attesa l’esigenza di evitare asimmetrie con la disciplina in materia di prevenzione degli infortuni sul lavoro, la quale, a seguito della entrata in vigore dell’art. 16 del D. Lgs. n. 81 del 2008, non contempla più tra i requisiti richiesti per una delega valida ed efficace quello delle “necessità.

 


L’introduzione del concetto di subdelega


La sentenza n. 52636 del 20 novembre 2017 affronta anche il tema della subdelega, riconoscendo che, previa intesa con il datore di lavoro, il soggetto delegato possa a sua volta sub-delegare specifiche funzioni – anche in materia ambientale – in analogia con quanto previsto in materia di salute e sicurezza sul lavoro dal comma 3-bis dell’art. 16, Decreto Legislativo n. 81/2008.

Per l’efficacia liberatoria della delega restano invariate le condizioni soggettive di ammissibilità, elaborate volta per volta dalla giurisprudenza, di cui abbiamo già parlato in precedenti articoli del blog.

 

Condizioni oggettive di ammissibilità per la delega di funzioni in materia ambientale

 

capacità e idoneità tecnica del soggetto delegato

divieto di ingerenza da parte del delegante nell’espletamento dell’attività del delegato

insussistenza di una richiesta d’intervento da parte del delegato

mancata conoscenza della negligenza o della sopravvenuta inidoneità del delegato

accettazione volontaria delle delega da parte del delegato

 


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Gestione delle emergenze ambientali: cosa c’è da sapere

In caso di emergenze con contaminazione o potenziale contaminazione di matrici ambientali (suolo, acqua, aria), è necessario compiere delle azioni per prevenire o mitigare gli impatti ambientali negativi derivanti da queste situazioni

 


I principali scenari


Un’emergenza ambientale è un evento che, a causa della dispersione di sostanze pericolose, può generare conseguenze anche importanti per l’ambiente:

  • contaminazioni di corpi idrici superficiali
  • inquinamento dell’atmosfera che provoca disagi irritativi o olfattivi
  • incidenti con ricaduta ambientale in insediamenti produttivi e di servizio (impianti e depositi industriali), con fuoriuscite di sostanze pericolose in seguito al malfunzionamento di impianti, rotture di tubazioni o serbatoi, fughe di gas tossici, reazioni dovute a miscelazione di prodotti chimici, incendiesplosioni
  • incidenti con ricaduta ambientale durante il trasporto (incidenti stradali e ferroviari con rilascio di sostanza inquinante), in seguito alla rottura di cisterne, per cattivo stivaggio o utilizzo di imballaggi non idonei

 


Livelli di emergenza


La gestione delle emergenze ambientali è strettamente legata alla loro magnitudo. E’ possibile individuare 3 livelli di emergenza:

  • emergenze di modesta entità gestite dagli addetti formati presenti in azienda o in cantiere
  • emergenze di media entità gestite mediante personale qualificato reperibile H24
  • emergenze di entità tale da creare un pericolo per la salute pubblica in cui intervengono Vigili del Fuoco (soccorso tecnico), il 118 (soccorso sanitario) e le Arpa a cui spetta il compito di acquisire gli elementi necessari per la valutazione tecnica dell’evento incidentale

 


Obbligo di intervento e comunicazione


In caso di emergenza ambientale la normativa prescrive:

Ai sensi dell’articolo 242, comma 1 e 2, del D. Lgs n. 152/2006 “Al verificarsi di un evento che sia potenzialmente in grado di contaminare il sito, il responsabile dell’inquinamento mette in opera entro ventiquattro ore le misure necessarie di prevenzione e ne dà immediata comunicazione ai sensi e con le modalità di cui all’ articolo 304, comma 2 (del d.lgs. n. 152/2006).

Attuate le necessarie misure di prevenzione, il responsabile dell’inquinamento svolge un’indagine preliminare sui parametri oggetto dell’inquinamento. Laddove accerti che il livello delle concentrazioni soglia di contaminazione (CSC) non sia stato superato, provvede al ripristino della zona contaminata, dandone notizia al comune e alla provincia competenti per territorio, entro 48 ore dalla comunicazione, con apposita autocertificazione che conclude il procedimento di notifica.

L’obbligo è assistito dalla sanzione penale di cui all‘articolo 257, comma 1 e 2, sempre del D. Lgs. 152/2006: “Chiunque cagiona l’inquinamento del suolo, del sottosuolo, delle acque superficiali o delle acque sotterranee con il superamento delle concentrazioni soglia di rischio è punito con la pena dell’arresto da sei mesi a un anno o con l’ammenda da € 2600 a € 26000, se non provvede alla bonifica in conformità al progetto approvato dall’autorità competente nell’ambito del procedimento di cui agli articoli 242 e seguenti (del D. Lgs. n. 152/2006). In caso di mancata effettuazione della comunicazione di cui all’articolo 242, il trasgressore è punito con la pena dell’arresto da tre mesi a un anno o con l’ammenda da € 1000 a € 26000. Si applica la pena dell’arresto da un anno a due anni e la pena dell’ammenda da € 5200 euro a € 52000 se I’ inquinamento è provocato da sostanze pericolose.

È bene ricordare che tra i diversi soggetti coinvolti nell’ambito dei procedimenti di bonifica dei siti inquinati, oltre al responsabile dell’inquinamento e alla Pubblica Amministrazione, figura anche il proprietario dei medesimi che risulti non colpevole della contaminazione.

La legge pone in capo al proprietario incolpevole di un sito contaminato l’obbligo, qualora egli rilevi il superamento o il pericolo concreto e attuale di superamento delle concentrazioni soglia di contaminazione, di darne comunicazione alla Regione, alla Provincia e al Comune territorialmente competenti e di attuare le misure di prevenzione secondo la procedura di cui all’art. 242, D.L.vo n. 152/2006 (art. 245, comma 2, D.L.vo n. 152/2006). Spetterà poi alla Provincia, una volta ricevuta tale comunicazione, attivarsi per identificare il responsabile.

 


Gestione diretta delle emergenze


La UNI EN ISO 14001 prescrive all’organizzazione un percorso per la gestione  delle emergenze ambientali:

  • pianificazione delle azioni per prevenire o mitigare impatti ambientali negativi derivanti da situazioni di emergenza
  • pronta risposta alle situazioni di emergenza reali
  • prevenzione o mitigazione  delle conseguenze di azioni di emergenza
  • prova periodica delle azioni di risposta pianificate,
  • revisione periodica  dei processi e le azioni di risposta pianificate, in particolare dopo che si sono verificate situazioni di emergenza o di prova
  • formazione e informazione sulla preparazione e risposta alle emergenze

Nei Criteri Ambientali Minimi nell’edilizia  è specificato che le aziende non certificate sono obbligate a stendere una procedura per “preparazione alle emergenze ambientali e risposta”.

 


Pronto Intervento Ecologico (PIE) e Messa In Sicurezza di Emergenza (MISE)


In caso di eventi di contaminazione improvvisi, la messa in sicurezza d’emergenza permette di isolare un sito contaminato, così da eliminare o ridurre i suoi effetti sull’ambiente circostante.

Nelle attività di MISE, la tempestività dell’intervento e la competenza degli operatori sono fattori determinanti: l’efficacia è garantita attraverso un sistema di pronto intervento attivo H24 e un struttura ben organizzata, dotata di risorse e conoscenze delle tecniche di intervento.

Per contrastare la dispersione di contaminati in acqua, la tecnica di intervento è legata al peso specifico del contaminante:

  • se il perso specifico è minore di 1kg/dmc
    • il contenimento viene effettuato posizionando barriere assorbenti o a sifone
    • la rimozione avviene attraverso aspirazione superficiale e/o posa di materiale assorbente
  • se il peso specifico è maggiore di 1kg/dmc
    • per il contenumento si utilizzano barriere sul fondo
    • la rimozione avviene attraverso aspirazione profonda
  • se si tratta di inquinanti solubili
    • il contenimento viene effettuato con sbarramento totale del corso d’acqua
    • la rimozione avviene attraverso aspirazione totale

Nel caso di rimozione del contaminante su matrici solide è previsto:

  • utilizzo di materiali assorbenti
  • escavazione tramite benna dotata di lama e posizionata sulle aree man mano escavate

Assicurazione per il rischio di inquinamento


Per il principio di legge “chi inquina paga”, la tutela assicurativa in caso di incidente ambientale diventa una protezione necessaria per mitigare le conseguenze che nascono in seguito a un evento inquinante in materia di risarcimento danni.

Le polizze di responsabilità ambientale comprendono:

  • responsabilità ambientale insediamenti a tutela dalle conseguenze del fenomeno inquinante sulle attività produttive, depositi, stoccaggi e stabilimenti
  • attività presso terzi – adatta per chi svolge la propria attività presso cantieri oppure aziende terze
  • operazioni di carico e scarico – idonea per chi effettua operazioni carico e scarico di materiale inquinante con mezzi meccanici presso aziende terze
  • committenza del trasporto di merci pericolose, rivolta a chi affida ad aziende terze il trasporto delle proprie merci pericolose

 


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RSPP aziendale e/o gestione ambientale

BRT, LIDL, Gore, Just, Istituto Gresner, Serenissima Ristorazione, TFM Industry hanno confermato Contec AQS nei servizi di RSPP aziendale e/o gestione ambientale.

Per supportare le aziende nell’adempimento delle proprie obbligazioni sono stati fatti centinaia di sopralluoghi presso il luoghi di lavoro, decine di incontri con gli enti di controllo in tutta Italia e aggiornati migliaia di documenti (DVR, DUVRI, procedure, formulari).

La fiducia dei nostri clienti è il nostro futuro.

BRT, LIDL, Gore, Just, Istituto Gresner, Serenissima Ristorazione, TFM Industry hanno confermato Contec AQS nei servizi di RSPP aziendale e/o gestione ambientale. Per supportare le aziende...

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RSPP e RSGA del cantiere AV di Brescia

Contec AQS acquisisce un altro prestigioso incarico nel settore strategico dell’alta velocità.

Nell’ambito della collaborazione con Società Italiana per Condotte d’Acqua, Contec AQS ricoprirà l’incarico di Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione (RSPP) e Responsabile del Sistema di Gestione Ambientale (RSGA) dell’ unità produttiva relativa al cantiere AV interconnessione di Brescia.

Nella sua storia ormai ultra centenaria e ricca di eventi, Società Italiana per Condotte d’Acqua S.p.A. può vantare la realizzazione,  in Italia e nel mondo, di dighe e impianti idroelettrici, strade e autostrade, ferrovie e metropolitane, porti e opere marittime, opere idrauliche e progetti d’irrigazione, aeroporti, opere in sotterraneo, opere civili per centrali termiche e nucleari, interventi di edilizia residenziale, direzionale, sportiva, industriale e ospedaliera, opere di salvaguardia ambientale e monumentale

Contec AQS acquisisce un altro prestigioso incarico nel settore strategico dell’alta velocità. Nell’ambito della collaborazione con Società Italiana per Condotte d’Acqua, Contec AQS ...

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MOSE: Contec AQS è Responsabile Controllo Qualità

Contec AQS è da anni protagonista nel settore delle infrastrutture a fianco delle principali imprese di costruzioni.

Nell’ambito del cantiere di realizzazione del Mo.se. Contec AQS assumerà il ruolo di ruolo Responsabile Controllo Qualità  per l’impresa Clodia S.c.a.r.l..

Questo incarico, si affianca a quelli di Responsabile e Addetti al Servizio di Prevenzione e Protezione, Responsabile e Addetto Ambientale per i lavori afferenti la bocca di porto di Chioggia.

MOSE2

MOSE4

Questo incarico rafforza la collaborazione tra Contec AQS e KOSTRUTTIVA, il consorzio nazionale che riunisce oggi oltre ottanta cooperative e consorzi, presenti e attivi in modo capillare su tutto il territorio italiano e specializzati in settori strategici come costruzioni, ingegneria, tutela del territorio, efficientamento energetico, sostenibilità ambientale, edilizia sociosanitaria, restauro di beni culturali architettonici.

Contec AQS è da anni protagonista nel settore delle infrastrutture a fianco delle principali imprese di costruzioni. Nell’ambito del cantiere di realizzazione del Mo.se. Contec AQS assu...

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