Sanità - Contec AQS

Sanità

Prevenire la corruzione nella Sanità

Prevenire la corruzione nella Sanità significa che i modelli organizzativi sviluppati per gestire l’attività e contemperare alle norme di riferimento (autorizzazione all’esercizio e accreditamento istituzionale in primis) devono incorporare le misure per la quotidiana lotta/prevenzione alla corruzione. Il tutto poi passa, come sempre, dalle persone.

 

Partecipa al Seminario  “Prevenire i fenomeni di corruzione nella sanità”​
​​​​Mestre – 24 Maggio 2017
Clicca QUI per iscriverti e avere maggiori informazioni

 La corruzione nella sanità è un reato difficile da definire ed afferrare. E’ perfino difficile immaginare un profilo di potenziale corruttore o corrotto.

Il diritto alla salute è riconosciuto dalla nostra Costituzione.E’ un diritto che ci permette di rappresentarci come una società civile, eticamente equa. I fenomeni che sviliscono tale diritto minano direttamente le basi della nostra società e coinvolgono direttamente ognuno di noi. Quando si parla di anticorruzione in sanità siamo tutti dalla stessa parte e nel tutti comprendo anche corrotti e corruttori; questo non aiuta a prevenire.

La corruzione è un fenomeno che sappiamo esistere dall’evidenza delle sue conseguenze, l’atto in se risulta invisibile e quando accade, avviene distante dal momento e luogo in cui le sue conseguenze si manifestano. Risulta difficile risalire all’arma del delitto e se la si trova non solo non è mai fumante, ma gli effetti nefasti sono già attivi e difficilmente estirpabili senza dispendio di ulteriori risorse. Si pensi che prevenire la corruzione nella sanità tra costi diretti ed indiretti, dice il rapporto Curiamo la corruzione 2017  curato da Transparency international Italia, Censis, Ispe sanità e Rissc, porterebbe risparmi e maggiori risorse a disposizione per quasi 20 miliardi di euro (corruzione ed inefficienza vivono stretti a doppio filo).

Anti corruzione_Prevenire-la-corruzione-nella-Sanità_Contec-AQS

Per questi motivi non ha senso combattere la corruzione in modo puntuale, ciò prevede infatti il riuscire sempre a riconoscerla e ciò significa, soprattutto, intervenire solo a posteriori. Vien da se che la corruzione si sconfigge con la prevenzione e prevenire la corruzione in sanità significa, pragmaticamente, dotare il sistema organizzativo delle strutture sanitarie della dovuta trasparenza a favore dell’efficacia ed efficienza del lavoro.

L’identità corruzione = inefficienza  diviene  anticorruzione = efficienza.

Ciò non è solo possibile ma è l’unica garanzia che il problema nel tempo sia tenuto sotto controllo e questo perché garanti dell’anticorruzione diventano direttamente i beneficiari dell’efficienza del modello organizzativo e del precipitato positivo che l’efficienza ha sul lavoro quotidiano, sui rapporti tra colleghi e con i pazienti.  Consideriamo inoltre che maggiore efficienza e trasparenza significa idealmente avvicinare il corrotto agli effetti della corruzione e dotare il nostro sistema di strumenti di misura per valutare inefficienze e, di conseguenza, risalirne alle cause.

Contestualizziamo: il modo sanitario è regolato già da un complesso corpus normativo (es: trattamento dei dati personali, leggi autorizzative, leggi per l’accreditamento istituzionale, sicurezza sul posto di lavoro, responsabilità sanitaria e rischio clinico, responsabilità amministrativa degli enti etc…) che obbliga all’analisi del rischio, all’applicazione di un efficiente sistema di comunicazione interno, all’adesione a procedure formalizzate, linee guida e definizione delle best practice etc.. E’ questo il sistema in cui poter instillare gli anticorpi per l’anticorruzione, ossia dare una marcia propulsiva in più e nella medesima direzione già adottata. In questo uno standard ISO (ISO 37001 in particolare) permette di non correre il rischio “cortocircuito” e al contrario armonizzare il modello già sviluppato con quello anticorruzione in un unicum.

L’anticorruzione nella sanità passa quindi tanto dall’implementazione di modelli organizzativi “intelligenti” di prevenzione quanto dal coinvolgimento attivo dei portatori di interesse (operatori in primis ma anche pazienti, fornitori etc…) facilitati e incentivati dal sistema organizzativo stesso ad essere controllati e controllori

Leggi gli articoli dell’Area Sanità cliccacndo QUI
Sezione dedicata alla Consulenza alle strutture Sanitarie e Sociosanitarie QUI

A cura di Andrea Orsi

Andrea-Orsi-contec-AQS

Direttore di Area per Contec AQS

Andrea è laureato in Economia e Commercio Internazionale a Trieste e ha seguito un master di secondo livello in Diritto informatico presso l’Università di Padova con tesi sulla Dematerializzazione del Documento Sanitario (referto medico digitale).
Abilitato come lead auditor per lo standard ISO 27001 (sicurezza del sistema informativo) presso BSI, ha operato per la conformità a norme di legge e a norme tecniche, quali gli standard ISO dei sistemi di gestione, con specializzazione nel settore sanitario.

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Idoneità sanitaria con prescrizione – Sensori e modelli matematici a supporto della Valutazione dei Rischi da MMC e il giudizio del Medico Competente

Innovazione Ergonomica nella Valutazione del Rischio da MMC

Il rispetto dei principi ergonomici dell’organizzazione del lavoro: dalla valutazione dei rischi alla corretta gestione della sorveglianza sanitaria e delle idoneità con limitazioni e prescrizioni.

 

CONVEGNO
7 giugno 2017 dalle ore 14:00 alle ore 18:00 presso Centro Congressi Villa Ottoboni
Via Padre E. Ramin, 1 Padova – a 4 Km dal casello Padova Ovest

 Innovazione Ergonomica nella Valutazione del Rischio da Movimentazione Manuale dei Carichi Programma-7-giugno-2017

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PROGRAMMA

 

Apertura dei lavori
dott. Renzo Savoia, fondatore Gruppo Contec

 

Moderatore
Tiziano Menduto
, Punto Sicuro

 

Interventi
ing. Lorenzo Baraldo, Contec AQS

  • Il rischio legato alla movimentazione manuale dei carichi e ai movimenti sforzo-ripetuti (o simile) e metodi tradizionali.
  • Definizioni di MMC, movimenti sforzo-ripetuti, ergonomia, conseguenze per il lavoratore, problematiche conseguenti per l’organizzazione aziendale.

 

dott. Stefano Maso, Medico Competente, Università degli Studi di Padova – Dipartimento di Medicina Ambientale e Sanità Pubblica

  • La sorveglianza sanitaria e la per il rischio legato alla movimentazione dei carichi e ai movimenti sforzo-ripetuti.
  • Principali problematiche riscontrate legate al rischio MMC e movimenti ripetuti.

 

ing. Lorenzo Baraldo, Contec AQS | dott. Francesco Marcolin, Ergocert

  • Lo stato dell’arte e i metodi innovativi.
  • Descrizione dei metodi tecnologicamente più avanzati e innovativi per la valutazione dei rischi; descrizione del sistema inerziale.
  • Approccio tecnico e multidisciplinare all’argomento. Casi applicativi e confronto tra i vari metodi.

 

avv. Pierguido Soprani, esperto di Sicurezza e prevenzione nei luoghi di lavoro

  • L’ergonomia nella concezione dei luoghi di lavoro ed esposizione soggettiva alla responsabilità.
  • Il posto di lavoro ergonomico tra progettazione e organizzazione del lavoro.
  • Profili sanzionatori: tipologia, colpa e causalità.

 

CREDITI E ATTESTATI

Il convegno permette di acquisire 4 crediti. Ai sensi del D.Lgs. 81/08, i seminari saranno validi per l’aggiornamento di RSPP/ASPP.

 

DESTINATARI

Datori di Lavoro, Dirigenti della sicurezza, Medici Competenti, uffici del Personale, Responsabili ed Addetti del Servizio Prevenzione e Protezione (RSPP e ASPP), Preposti alla sicurezza sul lavoro, HSE Manager.

 

ISCRIZIONE

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INFORMAZIONI

Contec AQS: email eventi@contecaqs.it  | telefono +39 049 7330726

 

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Mystery Audit nelle strutture sanitarie

Contec AQS ha approcciato lo strumento di Mystery Auditing nell’ambito delle strutture sanitarie ad integrazione delle tradizionali metodologie di auditing. Per le strutture sanitarie la centralità del paziente è sostanziale al fine di valutare l’idoneità delle procedure adottate. Vien da sé quanto potente può essere tale pratica nell’ambito delle salute. Ma non solo.

L’esperienza Autogrill, descritta nell’articolo riportato, conferma questa linea, ossia la complementarietà tra le varie metodologie di auditing.

Contec AQS fa parte dell’Associazione Mystery Auditing Italia e il dott. Andrea Orsi, Direttore Area Sanità di Contec AQS è Responsabile Tecnico dell’associazione per il settore sanitario.

 

 

La principale causa di perdita di un cliente, per qualsiasi azienda o organizzazione, è individuata nel livello del servizio fornito. E’ altrettanto vero che negli interessi principali delle aziende deve esserci la soddisfazione del cliente.

Il mystery audit è un servizio che, attraverso la simulazione del comportamento di un cliente, permette di verificare e valutare l’efficacia del servizio che un’azienda o un’organizzazione offrono agli utenti.

La simulazione ha quindi lo scopo preciso di migliorare la soddisfazione e il gradimento degli utenti attraverso il perfezionamento del servizio fornito.

La comprensione delle attese del cliente gioca un ruolo chiave perché rende consapevoli delle aspettative e delle esigenze proiettando alla fidelizzazione attraverso il monitoraggio della customer satisfaction.

mystery audit sanità contec aqs

Il monitoraggio costante del livello delle prestazioni consente di valutare il rendimento e la competenza del personale e i relativi bisogni formativi.

Migliorare la qualità dei servizi attraverso il mystery audit consente di valutare e controllare il livello degli standard delle performance mantenendole entro i parametri qualitativi prescelti.

Attraverso l’acquisizione continua di informazioni utili e report è così possibile assicurarsi che la brand identity di azienda e prodotti siano trasferiti nel modo corretto agli utenti di modo che i servizi mantengano le caratteristiche peculiari nel processo di distribuzione giungendo intatti all’utente finale.

Contec AQS ha approcciato lo strumento di Mystery Auditing nell’ambito delle strutture sanitarie ad integrazione delle tradizionali metodologie di auditing. Per le strutture sanitarie la ce...

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Arte, Sanità e Medicina Narrativa

In questa sede affrontiamo un argomento che solo apparentemente si distanzia dagli ambiti tecnici che ci sono consueti. Negli ultimi anni si va constatando da parte di operatori sanitari, sociologi e filosofi che: se la medicina ha raggiunto livelli di eccellenza impensabili fino a qualche decina di anni fa, grazie agli sforzi profusi per la ricerca, la tecnologica diagnostica, la produzione di farmaci sempre più efficaci e competenze sempre più specializzate, non vi sia altrettanta attenzione per l’aspetto umanistico della cura.

medicina narrativa contec aqs

Paradossalmente l’aspetto scientifico e tecnico sembra aver perso di vista il centro proprio di tale corsa al progresso. (il Prof. Umberto Veronesi a riguardo in questo video)

Numerosi studi oggi valorizzano la cosi detta medicina narrativa e ciò che accade da otto anni a Treviso ci aiuta a capirne il motivo.
Il nostro interlocutore è di primo rilievo ossia il Direttore della Struttura Complessa di Cardiologia, Ospedale Ca’ Foncello, Treviso, il dott. Zoran Olivari.

Al reparto di cardiologia dell’ospedale trevigiano viene allestita (arrivata oggi all’ottava edizione) l’esposizione annuale d’arte contemporanea intitolata “L’arte fa bene al cuore” (immagine copertina catalogo) per volontà del Dott. Olivari.

copertina del libro L’Arte fa bene al cuore, EPXL’esposizione delle opere, aspetto sostanziale del nostro ragionamento, è quanto di più distante dall’effetto noto come “effetto sala d’attesa” che si può percepire in molte anticamere di ambulatori. Nulla di tutto ciò. E’ invece un allestimento serio, di valorizzazione delle opere che coinvolge firme del mondo dell’arte sia per la curatela sia per la qualità artistica delle opere esposte. Solo il genere specifico del luogo non la rendono un esperienza museale-espositiva vera e propria. Il tutto a budget zero.

Stiamo uscendo chiaramente dal selciato delle responsabilità specialistiche. E’ lapalissiano: nei doveri di un Primario la voce “organizzare in reparto mostre d’arte (ed a regola d’arte)” non c’è. Allora perché? La passione non basta. Quale può essere il precipitato di un’attività così particolare e metodica?

Il dialogo con il dott. Olivari scorre vivace e veloce ed il suo discorso si focalizza su un punto, ossia la dicotomia tra la tecnologia a disposizione oggi dei medici, massima espressione del progresso, del pragmatismo e della capacità del genere umano nello sviluppare strumenti volti a raggiungere performance sempre migliori, e l’espressione artistica, apparentemente l’attività più “inutile” dell’uomo.

corridoio-foto-oscar-totis-larte-fa-bene-al-cuore-epxSorridendo, concordiamo che tra le incisioni delle Grotte di Lascaux ed un opera d’arte contemporanea in mezzo ci siano solamente circa 20000 anni, ma per il resto non sia cambiato nulla, l’arte fortunatamente è sempre quella, è rimasta “inutile”.

Allora perché il reparto di cardiologia, fiore all’occhiello dell’ospedale di Treviso, esalta entrambi gli aspetti? Dove vi può essere il contatto?

Queste le conclusioni, in risposta alle domande aperte, che per motivi di ordine editoriale dobbiamo condensare tornando al nostro ruolo di meri consulenti e cercando di fornire quelle suggestioni che, senza nemmeno troppa fatica immaginativa, possano essere riferite alle organizzazioni sanitarie di tutti i tipi e dimensioni:

  1. L’attività sanitaria tutta è permeata dal rapporto operatore/paziente pertanto, unbuon ambiente di cura che favorisce tale rapporto, ha dei diretti e molteplici benefici che si diffondono anche trasversalmente su tutte le dinamiche di reparto (Operatore/operatore, operatore/organizzazione, operatore/paziente, operatore/caregiver, etc …). Questo avviene impercettibilmente, ma è inesorabilmente.
  2. Lo zelo e la costanza profusa per l’allestimento della mostra, fa dell’esposizione un evento semioforo, portatore di un forte messaggio che sembra affermare: “la mia responsabilità non si ferma a quella scritta su una legge o codice deontologico, su un contratto o procedura interna. La mia responsabilità deve riflettersi su tutto il mio fare in reparto, sul fare obbligatorio e su quello volontario, in sala operatoria come nell’allestimento di un esposizione d’arte: è il tutto che da credibilità e alimenta il rapporto di fiducia con pazienti e colleghi” (anzi è il fare volontario, se condotto in tale materia, a conferire maggior forza al messaggio).
  3. Arte e tecnologia, emotività e scienza, sono due lati della medesima medaglia ed entrambe ci devono essere ed aver il giusto peso. Un processore elettronico a disposizione della medicina usato senza empatia rimane un insieme di 1 e 0 (almeno per ora). L’arte simboleggia al meglio quel fattore umano senza il quale la diagnostica strumentale, ad esempio, sempre più potente, rischia di divenire un feticcio, una pretesa vana dell’uomo per affermare il proprio potere sulla natura, una gara alla specializzazione che rischia di non vedere l’integrità dell’uomo, fatto di corpo e spirito.
  4. Avvenimenti ed iniziative come “L’arte fa bene al cuore” hanno un esito positivo se le persone in posizione decisionale hanno forza (credibilità) e apertura mentale. Tutto ciò, se accompagnato da perseveranza ed esempio, sembra proprio funzionare. Per questo, eccellenze di questo genere, sono affidate all’iniziativa di pochi, quelli che definirei buoni maestri.

ambulatori. Foto Oscar Totis, L’Arte fa bene al cuore, EPX

Sarebbe immodesto il rapportare queste considerazioni a quanto usualmente è materia del nostro lavoro (organizzazione, applicazione delle leggi, analisi del rischio, responsabilità sanitaria…), e trascurandole del tutto sarebbe un lavoro esclusivo ed non inclusivo. Lascio pertanto a tutti immaginare se stessi buoni maestri, nel proprio contesto, e, per quanto possibile, immaginare connessioni con la propria quotidianità.

Al dott. Olivari un ringraziamento “di cuore”.

Le foto utilizzate sono di Oscar Totis, da L’Arte fa bene al cuore, EPX

A cura di Andrea Orsi

Andrea-Orsi-contec-AQS

Direttore di Area per Contec AQS

Qualità, protocolli, organizzazione, competenza, tecnologia e progresso scientifico, gestione dei dati, cartella e fascicolo elettronico, tutto ha senso nella sanità solo qualora venga messo in relazione alla persona. L’ambiente di lavoro a tutto tondo, le relazioni con pazienti e colleghi, se opportunamente gestiti, sono aspetti che valorizzano l’attività anzi ne condizionano in modo sostanziale gli esiti. Ecco da dove nasce l’importanza della medicina narrativa.

 

 

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Servizi Contec AQS correlati:
  • Servizi di due diligence
  • Modello 231 – Codice Etico
  • ISO 9001: 2015, Analisi del Rischio, Autorizzazione all’Esercizio e all’Accreditamento Istituzionale
  • Servizio Adeguamento nuovo regolamento EU Privacy
  • 5 Pro Sanità
  • Altri servizi Area Sanità

 

In questa sede affrontiamo un argomento che solo apparentemente si distanzia dagli ambiti tecnici che ci sono consueti. Negli ultimi anni si va constatando da parte di operatori sanitari, soc...

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Flussi Informativi e Governance: il sistema circolatorio della Struttura Sanitaria

Immaginiamo le informazioni come il sangue, un mezzo di trasporto che alimenta i nostri organismi, ognuno deputato ad una funzione, ognuno che agisce in modo ottimale se ottimamente servito.
Il sistema di gestione delle informazioni nella struttura sanitaria deve ottenere la medesima efficienza…senza trombosi.

Flusso-informativo_Contec-AQS

Se dieci anni fa, in Italia, si poteva parlare di trend a cui la legge pian piano spingeva oggi si deve parlare di unica realtà: le strutture sanitarie devono allestire un saldo ed efficiente sistema di autocontrollo. Le autorità deputate, enti pubblici, di certificazione, stakeholders in generale, si “limitano” a chiederne evidenza, a valutarne l’idoneità e l’applicazione.

La colonna portante di un sistema di autocontrollo e il corretto governo delle informazioni che, per essere efficiente, deve avvenire con un sistema unico, integrato, che dia accesso ai dati ad ogni funzione in modo ottimale.

Quante sono le strutture sanitarie che utilizzano un sistema di gestione ISO 9001? Quante hanno un modello 231 o riflettono comunque se adottarlo? Quante devono rispondere alla legge sulla privacy o affrontare le difficoltà di valutazione e gestione del rischio clinico? Tutto ciò può e deve essere gestito con un unico sistema di gestione delle informazioni.

 

Una ipotesi pratica

Assecondiamo lo standard ISO 9001 capovolgendo tutto come gestione del rischio.

Rischio di compromettere la qualità dei servizi, rischio di non essere conforme alla norma di legge, rischio clinico, rischio di illecito trattamento dei dati etc…. A questo punto poniamo l’attenzione allo standard ISO 31000, gestione del rischio, in cui viene definito un modus operandi (Principi e linee guida) di trattamento del rischio. Nello stesso standard viene definito anche il Titolare del rischio (UNI ISO 31000, 2. Termini e definizioni, p.to 2.7 Titolare del rischio: persona o entità con la responsabilità e autorità per gestire un rischio).

Il titolare del rischio deve avere autorità e l’autorità in sanità è anche una questione di fatto, una questione di competenza. Assodato che la responsabilità di molto, se non tutto, ricade nel legale rappresentante e del direttore sanitario (o equivalente) non è detto che però siano questi ad avere le adeguate competenze per analisi e gestione del rischio.

E’ questione di conoscenza. Il focus allora si sposta alla diffusione della conoscenza, all’accesso delle informazioni (Jeremy Rifkin docet).
Il titolare del rischio, quindi, se non autorevolmente competente dovrà essere affiancato da chi lo è. Le informazioni (es: evento avverso) devono arrivare pertanto al titolare del rischio compente, o meglio, al tecnico ad egli associato. Ma di fronte ad un sistema integrato, come riuscire a indirizzare l’informazione al titolare giusto?

La centralità e trasversalità dell’ufficio qualità o responsabile gestione qualità (per gli enti più semplici), incentivata anche dal nostro legislatore (Nazionale e Regionale) si fa concreta. La trasversalità della sua funzione permette infatti di:

  1. Recepire nel modo ottimale l’istanza proveniente da Aree aziendali e/o reparti
  2. Indirizzare al titolare o titolari corretti l’istanza (più titolari sono possibili perché gli ambiti di rischio possono essere sovrapposti – qualità del servizio e rischio clinico viaggiano per esempio intrecciati a doppio filo)
  3. Coordinare e ottimizzare le risorse coinvolte al fine della risoluzione delle eventuali Non conformità (azioni correttive) o modifiche delle misure, inadeguate, adottate – azioni preventive.
  4. Diffondere la conoscenza e consapevolezza affinché anche l’attività dal basso di invio delle istanze sia svolta con sempre più competenza.

Il flow chart scaricabile illustra il processo in 5 sintetici passaggi.

flusso-informativo-e-pdca_contec-aqs-sanita

Chi fosse interessato ad informazioni di merito può inviare una e-mail a lineadiretta.aorsi@contecaqs.it
sarà nostra premura aggiornarvi sui prossimi sviluppi dei lavori.

 

A cura di Andrea Orsi

 

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Direttore di Area per Contec AQS

Andrea è laureato in Economia e Commercio Internazionale a Trieste e ha seguito un master di secondo livello in Diritto informatico presso l’Università di Padova con tesi sulla Dematerializzazione del Documento Sanitario (referto medico digitale).
Abilitato come lead auditor per lo standard ISO 27001 (sicurezza del sistema informativo) presso BSI, ha operato per la conformità a norme di legge e a norme tecniche, quali gli standard ISO dei sistemi di gestione, con specializzazione nel settore sanitario.

 

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Servizi Contec AQS correlati:

  • Consulenza compliance privacy e audit di conformità
  • Integrazione Privacy – Sistema Gestione Qualità
  • Servizio Data Protection Officer
  • Servizio Responsabile della conservazione
  • CinquePro-sanità

Immaginiamo le informazioni come il sangue, un mezzo di trasporto che alimenta i nostri organismi, ognuno deputato ad una funzione, ognuno che agisce in modo ottimale se ottimamente servito. ...

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Consulenza al Facility management nelle strutture sanitarie e socio sanitarie

Bilfinger Sielv Facility Management Srl, filiale con sede a Venezia della tedesca Bilfinger HSG Facility Management GmbH, è specializzata nell’offrire soluzioni per la gestione degli immobili e delle proprietà industriali.

L’azienda ha rinnovato a Contec AQS l’incarico di Addetto al Servizio Prevenzione e Protezione nell’ambito dell’appalto di manutenzione ordinaria e straordinaria dei fabbricati della Azienda Ospedaliera di Padova, IOV ed ULSS 16.

Inoltre Contec AQS ha l’incarico da parte di Bilfinger e di Cofely – Engie,  di assicurare la formazione per la sicurezza di tutti i lavoratori impegnati nell’appalto

• sicurezza generale e specifica per lavoratori e preposti
corso antincendio, corsi per addetti alle attrezzature (carrelli elevatori, PLE, ecc)
corso per addetti ai lavori in quota e dpi di III categoria
corso per addetti agli spazi confinati
corso per addetti alla manutenzione delle Cabine Elettriche secondo Norma CEI 0-15
corso lavori elettrici PES (Persona Esperta) e PAV (Persona Avvertita) secondo Norma CEI 11-27:2014

 

Il Gruppo Contec si pone verso il settore ospedaliero e sanitario come interlocutore unico, fornendo una vasta gamma di servizi.

Realizzazione dell’Ospedale Policlinico di Borgo Roma e il Blocco per apparecchiature di risonanza magnetica presso il Policlinico di Borgo Roma – Verona (contec ingegneria).

Coordinamento della sicurezza in fase di progettazione ed esecuzione – Ospedale Niguarda Ca’ Granda di MIlano, Ospedale Magalini di Villafranca di Verona, Ospedale di Udine.

Assunzione del ruoli quali ASPP, Addetto ambientale e Controllo Qualità – Azienda Ospedaliera “Santa Maria degli Angeli” Ospedale di San Vito al Tagliamento, Ospedale di Cittadella e Camposampiero.

Consulenza alle strutture sanitarie e socio sanitarie e all’attivazione di tavoli interdisciplinari permanenti (legale-informatico-amministrativo) per analizzare le novità normative.

 

Bilfinger Sielv Facility Management Srl, filiale con sede a Venezia della tedesca Bilfinger HSG Facility Management GmbH, è specializzata nell’offrire soluzioni per la gestione degli immob...

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Nuovo regolamento privacy, per la sanità cosa cambia?

In vigore dal 15 giugno 2016 il Regolamento (UE) 2016/679; vediamo di seguito alcuni dei punti più rilevanti de nuovo Regolamento Privacy per la sanità.

 

In vigore dal 15 giugno 2016 il Regolamento (UE) 2016/679; il nuovo Regolamento in materia di Privacy ha compiuto il suo primo mese e chiunque ne conosca l’ambito ha consapevolezza di quanto tale modifica sia importante per il settore sanitario, contesto in cui tutto è centrato sul trattamento del dato sensibile.

Vediamo in sintesi alcune delle più rilevanti novità introdotte dal Regolamento Europeo e per le quali è dato fino al 25 maggio 2018 il termine entro cui adeguarsi alla norma.

nuovo regolamento privacy per la sanità

  1. Privacy by design e approccio basato sulla valutazione del rischio.
    E’ l’approccio concettuale che si deve adottare per la definizione di ogni procedura che preveda un trattamento dei dati.

    In sintesi, nella sanità, significa la stesura di tutte le procedure operative interne per l’adozione di quelle misure che minimizzino il rischio di violazione del Regolamento e che tutelino il rispetto dei diritti del paziente nel trattamento dei dati.
    Tale approccio ha forti assonanze con la nuova ISO 9001:2015 e le normative regionali in materia di autorizzazione all’esercizio e accreditamento.
    Pertanto si ritiene più che opportuno considerare i diversi ambiti indicati –privacy, sistema di gestione, qualità- in modo integrato per le inevitabili implementazioni che nel corso del 2016- 2018 ognuno dovrà apportare nel proprio sistema di gestione.

 

  1. Data protection officer (DPO)
    I soggetti la cui attività principale consiste nel trattamento, su larga scala, di dati sensibili – ossia le strutture sanitarie tutte – dovranno designare un Responsabile della Protezione dei Dati (DPO), figura nuova e da non confondere con il già esistente responsabile al trattamento.

    Il DPO dovrà informare e consigliare il titolare o il responsabile del trattamento, nonché i dipendenti, verificare l’esatta applicazione delle norme, fornire pareri in merito alla valutazione dell’impatto e alla ottimizzazione delle misure adottate, fungere da contatto per gli interessati in merito al trattamento dei loro dati.
    Tale figura deve godere di una reale indipendenza e terzietà rispetto al titolare o al responsabile al trattamento.
    Il DPO può operare sulla base anche di un contratto di servizio.

 

  1. Certificazione e codici di autoregolamentazione.
    Si incentivano, nel Regolamento, le certificazioni e/o l’adozione di codici di autoregolamentazione (es: approvati dalla associazioni di categoria) che possano garantire l’applicazione del Regolamento calandolo sulle fattispecie tipiche dell’organizzazione e/o del settore.

    Tale autoregolamentazione, dando maggiore efficacia alle misure adottate, garantisce un’effettiva applicabilità delle prescrizioni e la conformità dell’organizzazione alla legge.

 

  1. Registri delle attività di trattamento e misure tecnico organizzative per la minimizzazione del rischio.
    Il ripristino di evidenze dell’effettiva applicazione delle misure e di documenti descrittivi l’adozione delle policy privacy, riporta la reminiscenza del famigerato Documento Programmatico Sulla Sicurezza (DPSS).

    In realtà si fa riferimento a qualcosa di più pragmatico, una dettagliata descrizione dei trattamenti, della loro natura, dei soggetti autorizzati, delle modalità di svolgimento e conservazione, delle misure di sicurezza adottate.
    Considerando questo nuovo aspetto in combinato con il precedente punto, sembra verosimile che un documento come il manuale della sicurezza delle informazioni definito negli standard ISO 27000 può rappresentare un buon punto di riferimento.

 

regolamento-europeo-materia-sicurezzaContec AQS, per poter fornire le soluzioni più efficienti ed efficaci ai propri clienti ha già attivato un tavolo interdisciplinare (legale-informatico-amministrativo) per analizzare nel dettaglio ogni singolo articolo del codice declinando il nuovo Regolamento privacy per la sanità.

Le conclusioni del tavolo, pronte per il mese di settembre, saranno oggetto di un convegno specifico e di una pubblicazione speciale.

 

Chi fosse interessato ad informazioni di merito può inviare una e-mail a lineadiretta.aorsi@contecaqs.it
sarà nostra premura aggiornarvi sui prossimi sviluppi dei lavori.

 

A cura di Andrea Orsi

Andrea-Orsi-contec-AQS

Direttore di Area per Contec AQS

Andrea è laureato in Economia e Commercio Internazionale a Trieste e ha seguito un master di secondo livello in Diritto informatico presso l’Università di Padova con tesi sulla Dematerializzazione del Documento Sanitario (referto medico digitale).
Abilitato come lead auditor per lo standard ISO 27001 (sicurezza del sistema informativo) presso BSI, ha operato per la conformità a norme di legge e a norme tecniche, quali gli standard ISO dei sistemi di gestione, con specializzazione nel settore sanitario.

 

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In vigore dal 15 giugno 2016 il Regolamento (UE) 2016/679; vediamo di seguito alcuni dei punti più rilevanti de nuovo Regolamento Privacy per la sanità.   In vigore dal 15 giugno 2...

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LA NUOVA ISO 9001:2015 NELLA SANITA’

I REQUISITI PER L’ACCREDITAMENTO ISTITUZIONALE: IL NECESSARIO DIVENTA ANCHE UTILE.
Quanto una struttura sanitaria deve sviluppare a livello organizzativo viene spesso reputato necessario per rispondere ai requisiti di legge. Non sempre tutto ciò è sinonimo di utilità ma la nuova ISO 9001 in tal senso viene in aiuto.

 

Cos’è utile e cosa necessario se parliamo di organizzazione dell’attività sanitaria? E’ possibile che tutto ciò che viene messo in atto sia necessario ed anche utile?

Se ipoteticamente includessimo i requisiti richiesti per l’accreditamento istituzionale in un insieme e quelli richiesti dalla ISO 9001:2015 in un altro e gli intersecassimo, l’intersezione evidenzierebbe sicuramente gli elementi utili e necessari. Ma l’attività sanitaria è un’attività particolare, normata in modo speciale per garantire diritti e doveri e, pertanto, la logica e l’insiemistica ci possono aiutare, ci possono dare una strada da seguire, ma non risolvono in modo esaustivo il problema.

Fatta la premessa cerchiamo di svilupparla dando qualche punto di chiarezza. Innanzitutto chiariamo che il principio di necessità è quello che oggi sottostà a l’intera nuova Norma ISO 9001.

La vera introduzione della norma è questa: fai ciò che è necessario ma devi dimostrare che il necessario sia sufficiente a garantire lo standard.

Come fare?

Semplice: con l’analisi dei rischi (si veda articolo precedente)

E quali sono i rischi che devo considerare?

Quelli che condizionano la qualità del servizio.

Paletti ben più larghi, apparentemente, rispetto ai precedenti, ma che rappresentano un passaggio importante, tanto sostanziale quanto, per le strutture sanitarie, utile (ed introduciamo così il secondo concetto).

Oggi lo standard ci chiede di far emergere, attraverso l’analisi, i rischi della nostra attività e, per minimizzarli, rispondere con procedure, istruzioni di lavoro, monitoraggi e valutazioni ex post, ossia con il ciclo di Daming (PDCA).  Bisogna inoltre tenere presente che, ora come prima, il requisito principe della ISO 9001 è quello della conformità di legge e pertanto il rischio di agire contro legge è il primo da considerare.

L’ISO chiede oggi alle aziende di ritagliarsi un’applicazione dello standard su misura, responsabilizzando le stesse organizzazioni secondo un principio di autocontrollo già da noi introdotto attraverso norme di legge come il D.lgs. 196/03 in tema di trattamento dei dati personali, il d.lgs. 231/01 sulla Responsabilità Amministrativa degli Enti e tutte le Leggi Regionali in tema di autorizzazione all’esercizio e accreditamento dell’attività sanitaria.

Voglio tralasciare per ora i numerosi benefici che, nel settore sanitario, tale processo può portare in tema di integrazione dei sistemi (si pensi solamente all’attività di audit condotta includendo contemporaneamente la verifica della conformità a diverse leggi e standard) sottolineando invece in questa sede la capacità che un approccio basato sulla nuova ISO 9001 detiene nel rispondere ai criteri che l’accordo Stato Regioni del 20.12.2012 identifica come necessari per l’accreditamento istituzionale.

Pensiamo semplicemente al 1° criterio identificato (Attuazione di un Sistema di Gestione delle Strutture Sanitarie) che include esplicitamente le modalità di pianificazione, programmazione ed organizzazione delle attività di assistenza e di supporto, programmi per lo sviluppo di reti assistenziali, definizione delle responsabilità, modalità e strumenti di gestione delle informazioni, modalità e strumenti di valutazione della qualità dei servizi, modalità di prevenzione e gestione dei servizi.

Quale efficienza ed efficacia (e pertanto utilità) si riesce a trasmettere all’azienda qualora si risponda in questi ambiti con una analisi delle proprie necessità, una valutazione del contesto interno ed esterno e la procedura sia il risultato di sintesi del tutto?

Il passaggio alla nuova norma ISO 9001 è per il sistema sanitario una grande opportunità in quando permette di consolidare quanto sviluppato negli anni precedenti (necessariamente) per rispondere alla normativa di legge e di dare a ciò maggiore pragmaticità, trasformando quel che prima poteva sembrare solamente necessario in utile e necessario.

 

Andrea Orsi

Direttore Area Sanità

Contec AQS s.r.l.

I REQUISITI PER L’ACCREDITAMENTO ISTITUZIONALE: IL NECESSARIO DIVENTA ANCHE UTILE. Quanto una struttura sanitaria deve sviluppare a livello organizzativo viene spesso reputato necessario p...

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L’ANALISI DEI RISCHI E LA STRUTTURA SANITARIA

Nulla di nuovo sotto il cielo. Chi lascerebbe la propria automobile sempre aperta per poter accedervi più rapidamente? I benefici sarebbero quelli di aumentare la facilità di accesso ma a che prezzo? Questa è una analisi dei rischi. Viene valutata la minaccia (ladri) e la vulnerabilità (serratura aperta) e, quindi, la probabilità che la minaccia “percorra” la vulnerabilità in rapporto al valore del danno (valore dell’auto rubata e relativi disagi nel non averla). Da questa analisi ne derivano delle valutazioni che portano alla definizione della misura che ridimensioni il rischio (sarà impossibile annullarlo; la vita per fortuna è troppo imprevedibile) a livello accettabile (chiudere l’auto con chiave; chiuderla e attivare un allarme; chiuderla, attivare un allarme e tenerla all’interno di un garage). E’ sostanzialmente quello che oggi è richiesto, mutatis mutandis, alle strutture sanitarie in materia di:

 

  1. Sicurezza delle informazioni (misure minime di sicurezza per i dati sensibili)
  2. Sicurezza sul posto di lavoro (analisi dei rischi afferenti i lavoratori)
  3. Analisi dei rischi afferenti i reati “presupposto “231” (Responsabilità amministrativa degli enti)
  4. Analisi del rischio clinico
  5. Conformità alle Leggi Regionali di riferimento per l’accreditamento istituzionale (su tutto requisiti 6.2 e 6.3 Allegato A – Intesa Stato-Regioni 19.02.2015)
  6. Sviluppo dell’intero Sistema di Gestione della Qualità (“Conditio sine qua non” della nuova ISO 9001:2015) e quindi delle procedure operative adottate per l’attività sanitaria (utilizzo del consenso informato, attività di formazione e gestione delle responsabilità, modalità di comunicazione con il paziente etc …)

Ovviamente dobbiamo fare i dovuti distinguo: ad esempio mentre per lo sviluppo del Sistema di Gestione Qualità il rischio viene analizzato per valorizzare il servizio al paziente, per il modello 231 il rischio viene analizzato al fine di contrapporsi alla possibile commissione di un reato.

 

ANALISI-DEI-RISCHI-E-LA-STRUTTURA-SANITARIA

 

Diamo ora a tal proposito alcuni spunti di riflessione permettendoci però di dichiarare una cosa su tutto: le strutture sanitarie devono avere una netta propensione al rischio ossia, come definito dallo standard di riferimento ISO 31000, adottare un approccio dell’organizzazione che valuti ed eventualmente ricerchi, ritenga, assuma o eviti il rischio.

 

Partiamo dal presupposto che non ha alcun valore una analisi dei rischi che non tenda ad una verosimiglianza, che ossia non consideri con schiettezza il contesto interno ed esterno in cui l’organizzazione si muove. Il miglior modo per procedere ad una corretta analisi dei rischi è pertanto quella di partire da dati ed informazioni il più corrette possibili e questo può avvenire solamente attraverso un’ “opera collettiva”: una collaborazione tra chi conosce la realtà e chi riesce ad interpretare le informazioni e renderle utilizzabili per l’analisi.

 

Ancora una volta (leggi l’articolo La gestione delle risorse umane: un ambito trasversale per la struttura sanitaria)  ritorniamo all’importanza delle persone. “L’alta direzione” dovrà comprendere quali siano le figure interne all’organizzazione che uniscono conoscenza del processo e conoscenza della pratica. Saranno queste figure a fornire gli elementi che, uniti alle competenze (probabilmente esterne) di conversione delle informazioni per una analisi dei rischi, forniranno gli input su cui approfondire le analisi e giungere alle misure di risposta ai rischi.

Secondo aspetto da evidenziare in una analisi dei rischi è quello di non dare mai per scontato che un rischio sotto controllo da anni non possa più essere una minaccia. Un esempio: sicurezza delle informazioni. Abbiamo implementato, in risposta alla possibilità di hackeraggio del nostro server, una politica di sicurezza molto efficace. Il rischio afferente le informazioni è stato minimizzato abbondantemente sotto la soglia di tolleranza. Possiamo affermare che tale aspetto non rappresenti più un rischio? Assolutamente no. Il rischio esiste ma è contrastato allo stato attuale e dallo stato dell’arte della tecnologia che, per definizione, evolve e, pertanto, è soggetta a obsolescenza, riportando nel tempo la soglia del rischio oltre la tolleranza. Soluzione: non dimenticarci dei rischi “quiescenti” che, proprio grazie ad una ottimale analisi dei rischi, sono stati efficacemente contrastati.

 

Abbiamo valutato due dei numerosi aspetti fondamentali dell’analisi dei rischi:

  1. Importanza del fattore umano
  2. Importanza di revisionare l’analisi dei rischi non tralasciando i rischi che “apparentemente” non sembrano più essere minacciosi.

 

La propensione al rischio è un percorso che ogni organizzazione in sanità deve affrontare. E’ importante che nelle prime fasi sia indirizzata da soggetti competenti, per poi magari camminare con le proprie risorse. Analizzare i rischi non solo significa tutelarsi maggiormente ma anche favorire lo sviluppo di una lean organization che focalizzi le forze dove effettivamente servono. Consigliamo pertanto di affrontare il percorso affiancati da professionisti di fiducia e rimaniamo a disposizione, ai contatti sotto indicati, per ulteriori delucidazioni di merito.

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La gestione delle risorse umane: un ambito trasversale per la struttura sanitaria.

La gestione delle risorse umane nelle strutture sanitarie, dall’inserimento al consolidamento del rapporto di lavoro, è un ambito che attraversa trasversalmente molteplici campi dell’organizzazione.

 

Elenchiamoli velocemente per poi approfondirne i dettagli:

  1. Responsabilità sanitaria.
  2. Sicurezza sul posto di lavoro.
  3. Gestione clinica dei protocolli.
  4. Privacy e trattamento dei dati.
  5. Formazione
  6. Modello per la conformità al D.lgs. 231/01 Responsabilità amministrativa degli enti.

Proprio per tale trasversalità è bene definire una “miglior pratica” che consideri ed abbracci tutti gli aspetti e venga applicata con puntualità e rigore. Gestire con sistematicità i rapporti con gli operatori (sia dipendenti che liberi professionisti) non solo permette, sia alla struttura che all’operatore, di valutare chiaramente le proprie responsabilità ma conferisce all’intera organizzazione una coesione che va inevitabilmente a vantaggio del servizio al paziente.

Vediamo ora come la gestione delle risorse umane attraversi i diversi ambiti.

  1. Responsabilità sanitaria.

Teniamo in considerazione che in sanità vige il principio della centralità del paziente. Ciò significa che in caso di reclamo, o ancor peggio, di denuncia presso le autorità competenti, il paziente può decidere se chiamare in causa la struttura o al libero professionista. Spetterà poi in seconda istanza stabilire come siano distribuite le responsabilità. E’ in questo momento che è fondamentale aver applicato la miglior pratica possibile nel definire e mettere in atto tutte le misure necessarie a definire gli equilibri tra struttura ospitante e professionista ospitato.

Si consiglia a tal fine un contratto scritto con il libero professionista che non regoli solamente il rapporto economico ma anche (e ci verrebbe da affermare soprattutto) tutte le incombenze a livello clinico, organizzativo, formativo, in capo alla struttura ed in capo al libero professionista.

All’interno del contratto è fondamentale fare riferimento alla polizza assicurativa ed al massimale richiesto, con evidenza del certificato di polizza o sottoscrizione di un’autodichiarazione del libero professionista attestante l’esistenza della polizza stessa e la relativa validità (nel tempo per tutto il periodo di collaborazione).

 

  1. Sicurezza sul posto di lavoro

Diamo per scontato che il lavoratore dipendente rientri nel chiaro e definito rispetto della normativa di riferimento. Questa prevede una formazione generale (4 ore), una speciale in relazione al grado di rischio (4, 8 o 12 ore) ed una condivisione delle procedure riferibili alla sicurezza sul posto di lavoro quali piano di evacuazione, conoscenza della composizione della squadra emergenze etc …

Diverso è invece qualora ci si riferisca a liberi professionisti che agiscano all’interno dell’organizzazione. In questo caso siamo di fronte a due soggetti indipendenti che si trovano a convivere. Ovviamente mentre un soggetto, la struttura sanitaria ospitante, è in grado di condizionare e agire sul sistema che regola la sicurezza sul posto di lavoro, il medico (o tecnico) libero professionista può solo accettarlo (eventualmente avanzare considerazioni e richieste di merito). In questi casi la norma di riferimento richiederebbe la produzione di un DUVRI che, nella fattispecie, può essere rappresentato da una descrizione della policy della sicurezza (un estratto del DVR) consegnata dalla struttura al libero professionista (consegna con firma per ricevuta da parte del libero professionista). Questa operazione deve essere svolta prima dell’inizio dell’attività del medico presso la struttura e pertanto deve essere eseguita nel momento precedente all’inserimento in organigramma.

 

  1. Gestione clinica dei protocolli.

La valutazione ed idoneità dei protocolli clinici e linee guida adottati presso la struttura sanitaria è una responsabilità della Direzione Sanitaria. Qualora vi siano specializzazioni che richiedano dei responsabili di branca (es: diagnostica per immagini, medicina di laboratorio etc…) il Direttore Sanitario, nella valutazione dei protocolli clinici, si deve avvalere della collaborazione di tali figure. Spesso, nelle realtà poliambulatoriali, l’integrazione del medico “ospite” con l’organizzazione ospitante avviene meramente per necessità strumentali alla prestazione sanitaria (servizio di segreteria, servizio di pulizie, servizi informatici etc..). Questo è corretto ma non sufficiente in quanto l’autorizzazione all’esercizio per una attività Poliambulatoriale rende la struttura sanitaria il soggetto di riferimento per il paziente ed è pertanto il Poliambulatorio a dover garantire al paziente l’idoneità delle prestazioni mediche (e protocolli relativi). L’unico modo per tenere sotto controllo tali aspetti è agire con una corretta procedura di gestione delle risorse umane che, in fase di introduzione di un nuovo libero professionista, preveda che questi consegni o indichi alla Direzione Sanitaria (e/o ai responsabili di branca) i propri protocolli di riferimento. In questo modo si potrà procedere ad una valutazione e/o discussione di tali riferimenti scientifici e, se reputati idonei, inserirli tra i protocolli e/o linee guida adottate dal Poliambulatorio. E’ buona pratica per la Direzione Sanitaria provvedere ad una valutazione di tali protocolli con una frequenza almeno annuale in modo che l’elenco sia sempre aggiornato e possa essere verificata la corrispondenza tra prestazioni erogate e riferimenti scientifici adottati.

 

  1. Privacy e trattamento dei dati

All’interno della procedura per l’inserimento di nuovo personale, sia esso dipendente o libero professionista, deve essere garantita la conformità al D.lgs. 196/03 (Codice in materia di dati personali). Partiamo da una considerazione: senza una formale nomina di incaricato o responsabile al trattamento dei dati da parte del titolare al trattamento, alla nuova risorsa non è possibile prestare alcun tipo di attività. E’ pertanto fondamentale che la nomina sia prodotta e sottoscritta nella fase di predisposizione della documentazione precedente l’inserimento della nuova risorsa, al fine di non incorrere in trattamenti illeciti dei dati. Stabilito quindi il momento in cui tale nomina debba essere sottoscritta (e con essa anche la relativa informativa ed eventuale documentazione collegata, es: regolamento informatico), bisogna definire quando una risorsa sia da considerare un responsabile esterno al trattamento e quando un “semplice” incaricato. Mentre risulta chiara la posizione di una risorsa con contratto di lavoro dipendente (incaricato al trattamento), non risulta altrettanto facile quando consideriamo il rapporto di lavoro in libera professione. La scelta dipende da quale sia il grado di integrazione, nel trattamento dei dati, tra il medico libero professionista e l’organizzazione ospitante. La scelta deve essere la risultante di una analisi dei rischi il più possibile oggettiva e descritta in un documento preposto alla definizione delle politiche adottate per la gestione dei dati (un tempo vi era l’obbligo del Documento programmatico sulla sicurezza opportunamente sostituito, a nostro parere, dal Manuale della Sicurezza del Sistema Informativo – sulla base dello standard ISO 27001).

 

  1. Formazione

Per quanto non risulti essere, salvo accordi particolari, un obbligo della struttura sanitaria organizzare e/o finanziare la formazione delle proprie risorse umane nelle discipline clinico – scientifiche (discorso differente negli ambiti obbligatori per legge come privacy, sicurezza etc..) è altresì vero che vi è l’obbligo di monitorare e definire le necessità formative di tutti gli operatori. Ricordiamo che gli operatori sanitari hanno l’obbligo della formazione continua. L’obbligatorietà per ora ha previsto rarissimi casi di sanzionamento da parte degli Ordini per il mancato rispetto del raggiungimento del numero stabilito di crediti formativi; ciò nonostante, il rispetto degli ECM potrebbe rientrare nella definizione di titoli abilitanti all’esercizio della professione ed un mancato rispetto della normativa da parte del libero professionista potrebbe comportare delle ripercussioni per la struttura ospitante. Quest’ultima è sempre più identificata come garante della qualità delle prestazioni erogate e della competenza dei medici operanti. Verosimilmente vi sarà un inasprimento del controllo e delle sanzioni in questa materia e, pertanto, è consigliabile, al momento dell’inserimento della nuova risorsa richiedere evidenza dei corsi già affrontati, dei certificati ECM e di aggiornare la propria situazione ECM nel tempo.

 

  1. Modello per la conformità al D.lgs. 231/01 Responsabilità amministrativa degli enti.

Una corretta gestione delle risorse umane rappresenta una buona misura per la minimizzazione di alcuni rischi legati ai reati presupposto definiti nel D.lgs. 231/01. L’argomento è molto vasto e potrà essere oggetto di un articolo dedicato in futuro. In questa sede ci limitiamo a indicare le famiglie di reati che coinvolgono l’area “risorse umane” e che solamente attraverso una gestione trasparente del personale (anche e soprattutto nella fase di valutazione delle candidature e inserimento) è possibile contrastare.

Famiglie di reati coinvolti nella gestione delle risorse umane:

  • Delitti di criminalità organizzata
  • Concussione, induzione indebita a dare o promettere altra utilità e corruzione
  • Reati societari
  • Delitti contro la personalità individuale
  • Reati di omicidio colposo e lesioni colpose gravi o gravissime, commessi con violazione delle norme antinfortunistiche e sulla tutela dell’igiene e della salute sul lavoro

 

Per concludere vogliamo sottolineare che:

  • Una buona politica di gestione delle risorse, anche e soprattutto nella fase iniziale del rapporto lavorativo, è una garanzia di conformità alla legge di riferimento su più piani.
  • Riuscire a coinvolgere il personale nelle dinamiche aziendali attraverso la condivisione delle politiche e della mission e una conoscenza delle procedure interne, permette il mantenimento nel tempo degli standard con più facilità, rispondendo alle richieste della norma per l’autorizzazione all’esercizio e accreditamento e fornendo un immagine migliore della struttura.
  • Una definizione chiara delle responsabilità e mansioni nel rapporto di lavoro rappresenta l’elemento fondamentale per una politica di prevenzione di eventi avversi contribuendo positivamente anche in tema della così detta Medicina Difensiva.

La gestione delle risorse umane nelle strutture sanitarie, dall’inserimento al consolidamento del rapporto di lavoro, è un ambito che attraversa trasversalmente molteplici campi dell’org...

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